domenica 25 dicembre 2011

Alberelli di frolla: Buon Natale a tutti!

Sopravvissuta al pranzo di Natale in famiglia tra capponi ripieni e panettoni, ho deciso di condividere con voi il mio asso nella manica per questo giorno: gli alberelli di frolla! : )

Cosa c'è di meglio di una colata di glassa e zuccherini per sentire il Natale?!

Per la pasta frolla potete decidere se usare la ricetta per la base della crostata di lamponi o usarne una già pronta, anche se la differenza si sente.

  • 3 cucchiai zucchero a velo per alberello
  • acqua
  • piccole decorazioni

Una volta stesa la frolla spessa mezzo centimetro fate dei biscotti a forma di stella di 4 o 5 dimensioni diverse. Per fare un alberello ho usato 14 biscotti di varia misura voi potete farli anche più bassi o cercare di farne uno altissimo!
Scaldate il forno a 180°C e fate cuocere i biscotti per  20 min circa, fate solo attenzione a non bruciare i più piccoli perché cuociono prima.
Fate raffreddare i biscotti e impilateli come vedete nella foto. Intanto mischiate circa 3 cucchiai di zucchero a velo con un goccio d'acqua creando così una glassa piuttosto liquida e decorate come preferite l'alberello. Finché la glassa è fresca spargete le decorazioni e attendete che si fissino.

Se vedete che i biscotti non sono stabili una volta impilati potete mettere un po' di glassa tra uno e l'altro come collante. Potete anche fare delle glasse colorate con i coloranti alimentari, insomma divertitevi! E se avete dei bimbi fatevi aiutare a fare i biscotti da loro, saranno pazzi di gioia!

mercoledì 21 dicembre 2011

Focaccine al formaggio super rapide!

Qualche sera fa avevo degli amici a casa per uno scambio di auguri e come sempre ero in ritardo nell'organizzazione. Ho pensato che placare l'appetito dei miei ospiti potesse esser la mia salvezza!

Quindi forno a 220° e all'opera! Potete sceglier se fare un'unica focaccia o delle focaccine.
  • un foglio di pasta pronta per focaccia
  • uno stacchino da 150/170 gr
  • un pizzico di sale


Bucherellate con una forchetta la pasta, cospargete in modo uniforme con lo stracchino e un pizzico di sale. Infornate per una decina di minuti e il gioco è fatto! A prova di negati, vero?!

lunedì 19 dicembre 2011

Chapeau! Cioccolata alla parigina...

Con tutto questo freddo mi è tornato in mente in mio rito settimanale: quando stavo a Parigi avevo trovato un piccolo caffè di intellettuali dove potevo bere una meravigliosa cioccolata calda, densa al punto giusto, leggendo un buon libro senza esser infastidita da nessuno per ore... Mi rendo conto che il posto fosse un po' fatiscente ma è da li che arriva il suo fascino, vi faccio solo immaginare i personaggi che lo frequentavano: artisti con le mani ancora sporche di carboncino, vecchi registi, scrittori dégagé e personaggi eccentrici di ogni genere. In poche parole il posto perfetto per rilassarsi e pensare alle vite di questi simpatici sconosciuti. 

Una foto del mio adorato caffè nel Marais.

Ho provato a ricreare la loro cioccolata e dopo qualche tentativo finalmente ci sono riuscita!

Per circa 4 pers:
  • 150 gr di cioccolata fondente almeno 70%
  • un cucchiaino di caffè in polvere
  • 3 tazze di latte
  • peperoncino in polvere

Tagliate con un coltello il cioccolato in piccoli pezzi e fatelo sciogliere in un pentolino, usando una fiamma dolce. Quando si lavora il cioccolato cercate di non innalzare troppo la temperatura o perderete molti dei suoi profumi. Quando la cioccolata sarà sciolta aggiungete poco alla volta il latte amalgamando il tutto, fate sobbollire per 5/6 min sempre mischiando il composto e quando avrà ottenuto la densità che desiderate versate la nella tazza.
Di solito amo metterci un pizzico di peperoncino in polvere per esaltare l'aroma del cioccolato, il film Chocolat insegna...


Vi starete chiedendo: ma la panna?! Credo che se la cioccolata è molto buona la panna distolga dal suo sapore, al massimo potete sostituire parte del latte con panna liquida, in questo caso si che apprezzo! 

venerdì 16 dicembre 2011

Le ultime melanzane dell'orto...impanate e fritte!

Nell'orto ho trovato le ultime melanzane superstiti, sopravvissute al primo gelo. Lo ammetto non sono bellissime né particolarmente grandi però ogni "scarrafone è bello a mamma sua!". Mi inventerò qualcosa... mmm... potrei farle impanate e fritte! Qualunque cosa fritta rende al massimo!

Furto in corso...

Per le dosi a persona non sono molto oggettiva perché non ho senso della misura quando si parla di melanzane, però mammà suggerisce circa 3 fette a testa.
  • melanzane
  • 1 o 2 uova (circa un uovo ogni melanzana)
  • pangrattato
  • sale
  • olio per friggere


Lavate le melanzane e tagliatele a fette di 0,5 mm, cospargetele di sale e fate perder l'acqua per una mezzoretta.
Sciacquatele e asciugatele con cura. Sbattete le uova in una ciotola e bagnatevi le fette ottenute per poi passarle nel pangrattato. Se volete una panatura extra croccante potete ripetere questa operazione. Scaldate l'olio e friggete le melanzane da entrambi i lati finché non saranno ben dorate. Appoggiatele sulla carta da cucina per assorbire l'olio in eccesso e salate abbondantemente. Servitele ancora bollenti.

mercoledì 14 dicembre 2011

Calamaretti, Pomodorini, Avocado e Riso Venere

Troppo facile esser creativi quando il frigo è pieno! Questo piatto è frutto di quello che mi è comparso davanti aprendo l'anta di frigo e congelatore... Dunque avevo calamari congelati, pomodorini, avocado, metà limone e riso venere. Non c'era traccia neanche di un po' di burro, che tristezza! Mi rendo conto che il mio frigo contenga prodotti "strani" ma è più probabile che acquisti questi cibi rispetto a quelli tradizionali solo per la curiosità di provarli.
Cogita, cogita e cogita ancora: questo è il risultato! Lo ammetto sono quasi sorpresa anche io!

Per una pers:
  • 2 pugni di riso venere
  • calamaretti puliti (li avevo nel congelatore, se sono freschi saranno ancora meglio!)
  • 5 pomodorini
  • 1/2 avocado
  • limone
  • olio extravergine d'oliva
  • vino bianco
  • sale

Un tocco minimal qualche volta non è male!

Fate scongelare i calamaretti. Mettete a bollire l'acqua per il riso e appena bolle salatela e mettete il riso. Non spaventatevi l'acqua di cottura diventerà scurissima. Fate cuocere per 20 min circa assaggiando che sia cotto al punto giusto e scolatelo.
Intanto in una ciotolina schiacciate la polpa del avocado con una forchetta e aggiungete qualche goccia di limone per evitare che si scurisca.
In una padella saltate i calamaretti con un po'd'olio (se volete uno spicchio d'aglio), i pomodorini tagliati in quarti per qualche minuto a fuoco vivace e sfumate con un goccio di vino bianco e un pizzico di sale. Non cuocete troppo a lungo i calamari altrimenti diventeranno gommosi.

Disponete sul piatto prima il riso, poi l'avocado (una componente cremosa è perfetta col riso bollito), e i calamaretti saltati. Per voi un piatto unico un po'diverso dal solito con difficoltà minima!

lunedì 12 dicembre 2011

A pranzo da Yoshi...che delizia!

Per cominciare la rubrica dei ristoranti di indirizzi golosi ho pensato che avevo bisogno di un ristorante all'altezza: un luogo dove l'atmosfera è raccolta, il personale è educato e attento, e lo chef realmente cura ogni singola creazione! Che dire, Yoshi è il primo posto che mi è venuto in mente!


Yoshi è un autentico ristorante giapponese creato da Yoshinobu Kurio, chef di Osaka con esperienza ventennale, ha lavorato per sette anni come chef di Nobu... La sua cucina spazia dal classico sushi, sashimi e tempura fatti a regola d'arte, a piatti cotti e alla griglia, grigliati su carbonella naturale. Nel menù sono presenti anche piatti a base di carne che sono sempre piuttosto rari nello scenario milanese dei ristoranti giapponesi.
Tutto il pesce e le materie prime sono selezionate quotidianamente da Yoshi con estrema cura ed attenzione.

Yoshi (in fondo) e il suo assistente, Yoshi mentre spiega i suoi  piatti.

Per conoscer meglio le sue creazioni potete provare la Bento (la scatola che vedete qua sotto) o il menù del giorno che cambia in continuazione a seconda della disponibilità dei prodotti sul mercato e a seconda della fantasia dello chef.
Per la mia Bento Yoshi ha preparato: maki di ricciola piccante, insalata con canocchie e concassé di pomodori con salsa yuzu, calamaretto al vapore con salsa ponzu, tonno sauté con 5 spezie, melanzane e zucchine con salsa al miso e sesamo. Ovviamente il tutto accompagnato da riso bianco e zuppa di miso speciale.
Ancora curiosa di conoscer le capacità di Yoshi ho chiesto di prepararmi dei nighiri a sua scelta: ha creato un nighiri con filetto di rombo e un altro con orata, succo di kumquat e sale rosa himalayano indimenticabile!

La sezione vuota è per la soia...

Per finire mi hanno consigliato una mousse di patate viola con gelato sempre di patate viola molto particolare. Posso senza dubbio affermare che come sempre questo giapponese riesce a sorprendermi!

Via Parini 7, 20121 Milano
02.36591742
Chiuso la Domenica

Prenotate al sushi bar o vi perderete parte del divertimento! Yoshi saprà consigliarvi e stupirvi!
A pranzo è sui 15/20 €, la sera in linea con gli altri ristoranti giapponesi di alto livello circa sui 60 €.

mercoledì 7 dicembre 2011

Crema di zucchine e menta!

Stavo pensando che ho proprio voglia di una zuppa super sana, calda e saporita, eccola qua: crema di zucchine! E'a prova di disastri in cucina e il risultato è più che garantito!

  • 2 zucchine medie a pers (avrei voluto farla con le zucchine dell'orto ma non è più stagione...)
  • parmigiano reggiano grattugiato
  • olio extravergine d'oliva
  • menta (facoltativa)


Lavate le zucchine e fatele bollire in poca acqua salata in modo da disperdere meno vitamine e sali minerali.
Fate bollire finché le zucchine non si rompono facilmente con la forchetta, ma evitate se potete di farle cuocere fino a ridurle in poltiglia..
Tagliatele grossolanamente in pezzi mettetele in una ciotola, frullate fino ad ottenere una crema, arricchitela con il formaggio grattugiato, e se volete anche con foglie di menta, e frullate ancora. Non dovreste avere bisogno neanche di sale, per condire un filo d'olio extravergine d'oliva. Se vi sembra troppo densa basta un goccio d'acqua. Facile no?!

Pare che le zucchine abbiano proprietà depurative e antiossidanti, quindi perché non approfittarne?

lunedì 5 dicembre 2011

Biscotti di Natale! Per decorare l'albero o semplicemente per voi!

Pochi giorni fa hanno illuminato l'albero di Natale del Rockefeller Center, quindi diamo il via alle prime decorazioni casalinghe! Che il divertimento abbia inizio!
Ho fatto dei biscotti di frolla a forma di cuore da regalare alle mie amiche per una merenda natalizia, perfetti anche da appendere all'albero come fanno nei paesi del nord Europa.
Se volete appendere questi deliziosi biscotti all'albero assicuratevi di non avere amici a quattro zampe per casa... Una volta ho provato mettendo qualche biscotto solo in alto, con il risultato che l'albero è stato abbattuto e straziato davanti ai miei occhi dalle mie amabili creature che hanno deciso di coalizzarsi per un obiettivo comune! Non penso replicherò l'esperimento per lungo tempo.


Per fare i biscotti:

  • Pasta frolla fatta in casa (con queste dosi riuscirete a fare una quarantina di biscotti) o già pronta
  • nastri colorati
  • formine da biscotti

Scaldate il forno a 180°C. Stendete la pasta e tagliate i biscotti con le forme che più vi piacciono, con uno stecchino create un foro piuttosto ampio, dove dopo la cottura farete passare i nastri.
Infornate per circa 30 min finché i biscotti non saranno leggermente dorati, levateli dal forno e fateli raffreddare completamente. Tagliate i nastri della lunghezza che volete, fateli passare attraverso i fori e annodateli, ecco i biscotti pronti ad esser usati come preferite!


Questi biscotti sono il perfetto passatempo in questi pomeriggi di Dicembre in cui arriva subito buio e non si sa mai cosa fare, saranno la soluzione per svagare i vostri bimbi e stimolare la loro creatività!

Ricordatevi di mangiarli entro un paio di giorni o la frolla comincerà a deteriorarsi, ovviamente se resistete potete scegliere di lasciarli come decorazioni.

venerdì 2 dicembre 2011

Yakitori di Pollo, spiedini dal Sol Levante!

Dopo il cioccolato ho sviluppato una nuova dipendenza... la salsa Teriyaki! La sto mettendo ovunque dalle carni, al riso, ad alcuni formaggi (forse qua non dovrei, anyway...)! Per chi non la conoscesse ancora è una salsa giapponese agrodolce a base di soia che viene mangiata con le carni più svariate e permette di caramellarle senza nessuna fatica!
Gli Yakitori, invece, sono i più classici spiedini che in Giappone vengono venduti come street food e consumati a qualunque ora del giorno e della notte.



SALSA TERIYAKI (usare con moderazione, provoca dipendenza!):

  • salsa di soia (se volete anche less salt)
  • mirin
  • sake (non trovandolo a casa ho usato del cognac, e il risultato è sorprendente)
  • zucchero
Salsa di soia, mirin e sake sono da usare in quantità uguali. Unite tutto in un pentolino, e fate sobbollire per 5 min, finché la salsa non sarà un po'collosa.


YAKITORI:

  • stecchi in legno per spiedini
  • sovracosce di pollo (col petto di pollo è meno laborioso, si ha meno scarto, ma la carne è un po' più secca)
  • sesamo (ho optato per pinoli tritati visto il razionamento che imperversa nella mia dispensa...)
Il segreto per dei super yakitori è immergere gli stecchi di legno in acqua in modo che non si brucino in padella e non si attacchino alla carne. Tagliate a cubetti il pollo e infilate i pezzettini di pollo uno dopo l'altro cercando di non lasciare troppo spazio tra un cubetto e l'altro. Cospargete gli spiedini di salsa e cuoceteli in una padella antiaderente girandoli spesso per una decina di minuti, continuate a bagnarli con la salsa in eccesso. Noterete che la carne non si brucerà, anzi si caramellerà e la salsa diventerà una sorta di crema.
Tradizionalmente in Giappone vengono spolverati con il sesamo e serviti assieme ad una ciotola di riso bianco.

Questo piatto è perfetto per salvare le persone che non amano il pesce crudo e che vittime della moda del sushi non sanno come scamparla al ristorante. La cucina giapponese offre un'infinità di meravigliosi piatti cotti, perché fermarsi solo al sushi?! E' come per gli stranieri in Italia che spesso mangiano solo pizza, spaghetti e gelato, e non sanno osare con la cassoeula, l'abbacchio, la cassata siciliana e le altre meraviglie gastronomiche del Bel Paese!

mercoledì 30 novembre 2011

Ricottina, barbabietola rossa, noci e insalatina

Sono un  paio di giorni che mi sto strafogando di cibo, non so perché ma tutti hanno deciso di dover fare cene, compleanni, etc questa settimana prima che si entri nel vortice prenatalizio, di ponti e simili.
Come molti di voi non sono il tipo che spilucca, quindi almeno un pranzo semi light me tocca! Sano si, triste no!


  • ricottina vaccina
  • barbabietola rossa precotta (le vendono già pronte)
  • insalata
  • timo 
  • noci

Lavate l'insalata ed asciugatela, tagliate tipo julienne (a bastoncini) la bietola.
Preparate un letto d'insalata, al centro posizionate la ricottina, tutt'attorno la bietola, facendo attenzione a non macchiarvi, e infine le noci. Spolverate un po' di timo fresco sopra e provatela con un olio aromatizzato magari al Tartufo...

lunedì 28 novembre 2011

Pronti per la fontana di cioccolato fuso più alta d'Europa?!

Quando l'ho sentito non potevo crederci! Sono quasi emozionata!
Per l'inaugurazione del suo secondo punto vendita milanese Cioccolati Italiani ha creato una fontana di cioccolato fuso alta 3 metri! Ogni giorno zampillano allegramente 72 quintali di cioccolato fuso al ritmo di 300 litri all'ora!
Dite che se mi presento con un salvagente a paperella un tuffo me lo fanno fare?!



Ho fatto un salto in avanscoperta e nel nuovo punto vendita e per fortuna non mancano le tre fontane da banco al cioccolato fondente, al latte e bianco con cui riempiono il fondo dei coni! Mi sono premurata di controllare che ci siano anche i lingottoni di cioccolato, e ci sono!
Dunque se siete amanti del cioccolato, come la sottoscritta, un saltino lo dovete fare! Come sostiene un'amica saggia: è meglio abbuffarsi una sola volta e levarsi la voglia piuttosto che continuare a spiluccare!

Dal 1° Dicembre!!!
Via San Raffaele 6, Milano (Zona Duomo) 


Potrebbe anche diventare una delle mie massime!

giovedì 24 novembre 2011

Thanksgiving Day...Pumpkin Pie!

Quest'anno ho deciso che mi sarei ribellata contro la strage dei tacchini il giorno del Ringraziamento, stesso motivo per cui non mangio il Capretto a Pasqua (fuori dai periodi canonici li mangio anche volentieri!).
Per celebrare il giorno del Ringraziamento che ormai ha affondato le sue radici anche in Italia ho deciso che una Pumpkin Pie è più che sufficiente! La Pumpkin Pie è una crostata dolce tradizionale di questo giorno, profuma di zenzero e cannella ed ha una consistenza morbida e vellutata, una gioia per le papille gustative!


  • Un foglio di pasta brisé
  • 3 uova
  • 500 gr di puré di zucca
  • 200gr di zucchero di canna
  • 150 ml latte
  • 150 ml di panna fresca
  • un pizzico di cannella (solitamente abbondo)
  • un pizzico di zenzero in polvere
  • un pizzico di sale
  • fagioli secchi per la cottura in forno

Scaldate il forno a 200°C e disponete la pasta brisé in una teglia, ricopritela di alluminio e sopra all'alluminio mettete i fagioli secchi per non far gonfiar la pasta. Cuocete 20 min.
In una pentola unite il puré, lo zucchero, le spezie e il sale, finché il tutto non sarà amalgamato e cuocetelo per 7/8 min finché il composto non sarò piuttosto denso. A fuoco moderato aggiungete il latte e la panna aiutandovi ad amalgamare il tutto con una frusta, poi le uova una alla volta (se dovessero fare dei grumi frullate il composto un attimo). 
Rimuovete l'alluminio e i fagioli dalla base della torta e riempitela col composto, fate cuocere per 30/40 min, e servite tiepida.


Per i più pigri o per chi è sempre di fretta ho una grande notizia: ho scoperto che vendono il ripieno alla zucca già pronto in scatola...

mercoledì 23 novembre 2011

Puré di Zucca

Il puré di zucca è una delle ricette meno impegnative che esistono ed è anche il primo step della Pumpkin Pie, una delle mie torte preferite! Si accompagna perfettamente con le carni di ogni genere e tipo. Quindi è da considerarsi tra le ricette di sopravvivenza! Imprescindibile per i single o gli imbranati in cucina.

1 kg di zucca serve per circa 4 pers:
  • zucca
  • sale 
  • burro (facoltativo)


Scaldate il forno a 180°C circa, tagliate la zucca a metà rimuovendo i semi, mettetela in una teglia e copritela con un foglio di alluminio in modo che non si bruci. Cuocete per almeno un'ora finché non sarà possibile bucare la polpa con facilità. Staccate la polpa della buccia facendo attenzione a non scottarvi e frullate la polpa, regolate il sale e se volete aggiungete un po'di burro per render il puré più cremoso.

Giovedì per voi la ricetta completa della Pumpkin Pie!

lunedì 21 novembre 2011

E' nato prima l'uovo o la gallina? Benvenuti alla Corte dei Miracoli!

E' nato prima l'uovo o la gallina?! La domanda è una delle più frequenti e a questo proposito mi dissocio nel darvi una risposta. Sinceramente non mi interessa! Mi basta solo che al mondo ci siano le uova e le galline che amorevolmente le depongono quotidianamente. Fine della storia.

Ormai le scrambled eggs sono diventate un vero e proprio rito, da quando una mia amica, forse la mia prima amica (ci conosciamo da quando ho mosso i primi passi) si è resa conto che nei week end ci sono troppe anime perse che vagano di brunch in brunch senza meta e ha deciso di riunirle tutte sotto il proprio tetto. Donna coraggiosa e buona samaritana! In questi brunch casalinghi i disadattati, raccattati dalla nostra amata Dani, fanno sfoggio dei propri talenti: c'è chi cucina, chi mangia, chi parla di argomenti elevati tipo pettegolezzi sui vips, chi dà consigli di vario genere, chi si esibisce in balletti improbabili, chi testa la propria intelligenza con giochi di abilità! In poche parole la Corte dei Miracoli ci fa un baffo!

In cerca di uova nel pollaio!


Mi sembrava opportuno darvi la segretissima ricetta delle uova strapazzate che questa strana gente ama tanto:
  • 2 uova x pers
  • un goccio di latte
  • sale
  • pepe
  • una noce di burro
In una ciotola sbattete le uova con un goccio di latte e sale. Scaldate una padella e sciogliete una noce di burro, subito aggiungete le uova sbattute e con un mestolo di legno grattate in continuazione il fondo della padella finché non avrete un composto semisolido. Servite calde e pepate abbondantemente. Sta a voi decidere se le preferite asciutte o un po' più cremose (io sono per cremose!).


Ora non manca altro che caffè americano, spremuta, cornetti e tutti gli amici più strani che vi vengono in mente.

"Invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passa sotto il vostro tetto." Fisiologia del gusto, 1825.
E quando si è in 23 non è da tutti! Un grazie di cuore da tutti noi!

venerdì 18 novembre 2011

"L'Essenza del The" racchiusa nel cuore di Milano

Nel cuore di Milano tra le vie meno battute dai passanti si trova questo piccolo luogo incantato dove il tempo sembra essersi fermato e nell'aria aleggiano aromi di tè e tisane provenienti da tutto il mondo.
Sono anni che frequento questo negozio e ora compie 10 anni, dunque è doveroso festeggiarlo!
Quando si parla di tè si apre un mondo intero che parte dagli infusi aromatici e dalle tisane fino ad approdare al tè verde, nero, Oolong e bianco per veri intenditori. 
Luisa e Seida sapranno trasportarvi con allegria e gentilezza in questo viaggio magico spiegandovi tutto ciò che c'è da sapere sul tè ed illustrandovi tutti i piccoli tesori che si celano in ciascuna scatola.


Ogni scatola laccata cela una sorpresa: note di tè, cannella, gelsomino, arancia, cioccolata... Non saprete cosa vi attenderà finché non aprirete una scatola e poi un'altra, un'altra e un'altra ancora!
Cominciare a bere tè, e quando dico tè non parlo di bustine industriali, è l'inizio di un percorso affascinante ricco di colori, profumi, sapori e gestualità, è un viaggio nella storia delle civiltà più antiche e un modo per prendersi del tempo per sé da passare in compagnia o solo per pensare.

Le mille tazze, tazzine, zuccherini e marmellate provenienti da tutto il mondo

Quando pensate al tè ovviamente pensate all'acqua bollente, ma l'acqua è un elemento da non sottovalutare per preparare un tè perfetto: non deve esser calcarea e non deve esser bollente, ogni tè ha una speciale e diversa preparazione! Tranquilli su ogni confezione ci sono tutte le informazioni necessarie...
Potete decidere se cominciare il vostro viaggio alla scoperta del tè spaziando da paese a paese, in base alle proprietà, o all'ora in cui preferite berlo.

Curiosando di scatola in scatola non ho resistito a queste varietà che ho fotografato, vogliamo parlare delle stelline di cioccolato bianco? Ho scoperto che solo qui si possono trovare i pregiatissimi tè degli Imperatori!

Da sx: Dolce tentazione, The Verde di Natale, The Bianco di Natale, China OOLONG


Via Cerva 12
20122 Milano

"Vi è qualcosa nell'essenza del tè che guida a un mondo di serena contemplazione della vita". Lin Yutang

mercoledì 16 novembre 2011

Gnocchetti di Patate con Zafferano e Prezzemolo

Una delle ricette con cui sono cresciuta! Al posto del solito gnocchetto al pomodoro quello con lo zafferano porterà una ventata di novità e di colore sulla vostra tavola! In non più di 10 min!!!!
E le magie di Arnalda non finiscono qui!

Per 3 pers circa:
  • 500 gnocchetti di patate (questa volta li ho presi al pastificio, ma appena avrò tempo vi insegnerò a farli home made!)
  • 250 ml panna vegetale (ci tengo a voi!)
  • 1 bustina di zafferano in polvere o in pistilli se preferite
  • prezzemolo tritato

Fate bollire subito l'acqua per gli gnocchi e salatela.
In una pentola unite la panna e lo zafferano, facendo attenzione a sciogliere bene lo zafferano in modo da colorare uniformemente la panna.
Scaldate lentamente la salsa così che lo zafferano sprigioni il suo profumo.
Mettete in pentola gli gnocchi e appena vengono a galla scolateli. Saltateli nel sugo qualche istante a fuoco vivace, impiattate e spolverate con prezzemolo!


Essendo una cuoca svampita ho comprato la panna vegetale già zuccherata... non vedevo l'ora di provare questo piatto e...era ottimo, delizioso ma...zuccherato!!!!!!!! Lo so sono pessima! Tutto ciò per dirvi di fare attenzione ai prodotti che acquistate o anche solo a zucchero e sale! ; )

lunedì 14 novembre 2011

Torta delle Rose! Non siamo qua a smacchiare i leopardi...

Questa torta mi ricorda le mie vacanze estive in montagna quando ero piccolissima, in un paesino incantato nel cuore del Trentino, Locca di Concei, dove con la Nonna, la mitica Lella (quella della Quiche di porri, si sempre lei!) e le sue simpaticissime sorelle Piera e Luigia cucinavamo torte su torte sulle note del Ballo del Qua Qua (che ci devo fare mi piaceva tanto!).

Impasto:
  • 600 gr farina bianca
  • 50 gr burro
  • 80 gr zucchero
  • 5 uova
  • una bustina di lievito
  • mezzo bicchiere di latte ( regolatevi voi la pasta non deve esser troppo morbida)

Farcitura:
  • 200 gr zucchero
  • 200 gr burro

Preparate l'impasto unendo tutti gli ingredienti tranne il lievito e lavorate finché il composto non sarà omogeneo. Solo alla fine incorporate il lievito e fate lievitare per almeno 30 min coperto da un panno umido.


Quando la pasta sarà ben lievitata lavoratela ancora un attimo e aiutandovi col mattarello create un rettangolo di pasta alto circa 40 cm e lungo il più possibile. Amalgamate il burro e lo zucchero vigorosamente creando la farcitura. Con una spatola spalmate uniformemente la farcitura sulla pasta e arrotolate seguendo il lato più corto. Tagliate 8 rondelle uguali a disponetele larghe sulla teglia imburrata, come nella foto, lasciando spazio tra una e l'altra. Fate lievitare ancora una ventina di minuti mentre scaldate il forno a 220°C.


Quando la pasta sarà lievitata ulteriormente infornate per 30/35 min e gustatela calda con una spolverata di zucchero a velo, altrimenti dopo poco la torta si seccherà un pochino.

La Perla di Saggezza della Lella: "se non trovi l'uomo perfetto vai in Val Gardena che te lo fanno su misura!".
Chissà se è vero! Nel dubbio sto organizzando un pulmino per le amiche ; )

sabato 12 novembre 2011

Hummus Arnalda's style

Ho cambiato radicalmente la ricetta perché quella tradizionale un po' non mi andava a genio e un po' era troppo granulosa e non degna di voi miei cari lettori ; P
Ne ho creata una ad hoc solo ed esclusivamente per voi! Così potrete avere anche voi una ventata di Libano sulle vostre tavole!

Per prepararne una ciotolina abbondante per 4 pers: 
  • 200 gr di ceci precotti (io li ho comprati secchi e non lo augurerei neanche al mio peggior nemico... 8/10 ore a bagno in acqua e 3 ore a bollire in pentola...che vi dicevo??)
  • 2 cucchiai di tahina
  • 1 cucchiaio d'olio d'oliva o d'argan se vi pace il sapore un po'affumicato
  • 1 o 2 cucchiai di latte (se siete intolleranti usate semplicemente acqua)
  • succo di limone
  • sale


Questa è una salsa comodissima: si fa direttamente nel frullatore!
Frullate i ceci, aggiungete la tahina e frullate ancora, quindi unite l'olio e rifrullate. Assaggiate e decidete quanto limone e sale volete e quanto latte vi servirà per ottenere la consistenza che preferite. Quindi frullate, frullate e frullate!!!!
Mettete la salsa in una ciotolina e servite come antipasto con del pane, pita o pane azzimo come in Libano oppure come salsa per fare un ottimo pinzimonio di verdure crude. Con le carote l'hummus è paradisiaco!!!

Di solito con questa salsa viene servita come antipasto anche un'altra salsa deliziosa  a base di melanzane di cui vi ho già parlato: Babaganoush.

Mi è appena venuto in mente che quando abitavo a Parigi nel frigo avevo sempre una scorta di Hummus imbarazzante e posso garantirvi che i miei amici erano ben felici!

giovedì 10 novembre 2011

Due chiacchiere con Massimo il Trippé del Mercato di Wagner...

Il mio golosissimo papà erano giorni che era insofferente, voleva andare a comprare la trippa ma non aveva mai tempo...Finalmente oggi è venuto il grande giorno! E allora mi sono sentita in dovere di accompagnarlo al paradiso della trippa, l'unica bottega di Milano rimasta dove vendono solo ed esclusivamente trippa! Per veri intenditori!... Morale della favola?! Papà per non sbagliarsi ne ha comprati 6, e dico 6 kg dicendo che li avrebbe cucinati nel fine settimana... W i golosi!


Ne ho approfittato per chiacchierare con Massimo il simpatico proprietario che discende da generazioni e generazioni di trippai (spero si dica così...).
Mi si è aperto un nuovo mondo: non avevo idea che esistessero 4 tipi diversi di trippa, e voi lo sapevate?

  • Reticolo, Nido d'Ape o Cuffia: ha una struttura geometrica ed un sapore delicato
  • Rumine o Chiappa. la parte più saporita
  • Omaso o Mille foglie: la parte più magra
  • Abomaso o Lampredotto: la parte più scura e grassa, per quanto possa esser grassa la trippa, che i toscani usano per il famoso panino col lampredotto

Questo quadro è più esaustivo di me riguardo le proprietà della Trippa!

La prima regola che Massimo mi ha insegnato è che per cucinare una buona trippa bisogna farla cuocere almeno 4 ore, appena ho un pomeriggio libero mi ci dedico per voi!

Se vi può interessare gli orari del mercato di Piazza Wagner a Milano sono: Lun-Sab 8-13, 15.30-19.30, chiuso Domenica e Lunedì pomeriggio.

Per tutti gli amanti della trippa nelle mie ricerche ho scoperto che esiste anche l' Accademia della Trippa!

mercoledì 9 novembre 2011

La matematica della cucina: la Bechamelle!

Una nota regista Americana, Nora Ephron, dice:
<<La cosa che amo della cucina è che giorno dopo giorno c'è qualcosa di confortante nel fatto che se unisci burro, farina e brodo caldo ottieni un addensante. E' una cosa certa! E' una cosa sicura in un mondo dove nulla è sicuro; è una certezza matematica in un mondo in cui se si cerca una certezza si è costretti ad accontentarsi delle parole crociate...>>. Io sono totalmente d'accordo, voi?!

Leggendo questa frase mi è venuto in mente a proposito di matematica e di burro, farina e latte o brodo: la Bechamelle!!! Pochi la fanno in casa e quasi tutti la prendono al supermercato, ma è una cosa veramente semplice! Uno dei pilastri della buona cucina che non posso esimermi dal mostrarvi! Ne va del mio buon nome! ; )

Potete usarla in mille modi, per le lasagne o per qualunque altra pasta al forno,o per inventarvi qualunque verdura gratinata, insomma sbizzarrite la vostra creatività!

La bechamelle passo a passo

Per ottenere circa un litro di bechamelle:

  • 80 gr burro
  • 80 gr farina, se la volete più densa aumentate la farina
  • 1 litro latte circa (meglio intero ma se non lo avete anche parzialmente scremato va bene)
  • noce moscata
  • sale

A fuoco lento sciogliete il burro senza farlo colorare, aggiungete la farina e amalgamate con la frusta, fate cuocere sempre mescolando finché il composto non avrà raggiunto la consistenza che vedete nella foto (è in questo momento che ci si gioca la risuscita del tutto), solo a questo punto unite poco a poco il latte, il sale e la noce moscata, e sempre mischiando, attendete di arrivare alla consistenza perfetta.
A seconda delle ricette che farete la consistenza può variare spesso serve più liquida, a volte più densa. Sotto vedete una consistenza "jolly" che dovrebbe andare bene per quasi tutte le vostre ricette.

La bechamelle è densa al punto di rimanere un po' attaccata alla frusta.

A breve preparerò qualche ricetta con la bechamelle, per mostrarvi quanto è facile usarla e come è versatile!

lunedì 7 novembre 2011

Gunkan di Salmone Affumicato per i vostri aperitivi

Premetto per i fanatici del sushi che questa è una reinterpretazione un po' fantasiosa dei gunkan, in quanto il salmone è affumicato e all'interno dei miei gunkan non troverete neanche un chicco di riso, ma il mio motto è usa al meglio quel che il frigo offre! E il mio attualmente non ha molto da offrire : )


A voi decidere quanti gunkan a pers, se volete potete farli anche più piccoli.
  • Salmone affumicato pretagliato
  • Formaggio in crema
  • Uova di Lompo (sembrano caviale, sono un pochino più dure, il sapore è molto simile, ma c'è un'immensa differenza...una scatoletta non costa più di 3 o 4€ al supermercato!)

Staccate le fette di salmone dalla confezione con estrema attenzione, perchè tendono a rompersi. Cercate di ricreare con un coltello dei rettangoli di pesce di 3x6cm circa. Su ogni fetta posizionate del formaggio cercando di dargli una forma cilindrica e arrotolate il salmone attorno.
Disponeteli in piedi sul piatto di portata e aiutandovi con un cucchiaino posizionate le uova di Lompo come decorazione, potete decidere di gustare i gunkan con la soia o nature.
Avete preparato un aperitivo sofisticato in pochi istanti! Un buon Prosecco ghiacciato ci sta d'incanto...


Un piccolo consiglio che vi cambierà la vita: quando maneggiate il pesce lavatevi le mani solo con acqua fredda e limone, l'acqua calda dilata i pori della pelle e fa permanere l'odore di pesce per giorni.

sabato 5 novembre 2011

Pollo Arrosto, Chiodini Trifolati e qualche incidente di percorso...

Qualche tempo fa un articolo del New York Times creò grande scandalo (per i curiosi vi ho messo il link), ritraeva un pollo pronto da arrostire in una posa, se la si può definire tale, "sexy". L'articolo parlava della pelle del pollo e dei suoi mille usi in cucina per la croccantezza e sapore.

Mi è venuto in mente che non vi ho mai parlato di come si fa un buon Pollo Arrosto! Per intenderci con la pelle croccante e saporito, ma non asciutto. Ridicolo a dirsi, ma tutti danno per scontato che una persona nasca con la scienza infusa del Pollo Arrosto.... dimenticavo e per contorno Chiodini Trifolati, basta patate!


Per la preparazione del Pollo:
  • 1 pollo, questo è per circa 3 persone
  • timo
  • rosmarino
  • uno spicchio d'aglio
  • olio d'oliva 
  • burro
  • sale
  • pepe

Per i Chiodini Trifolati:
  • 400 gr di chiodini coltivati (almeno non vi avrò sulla coscienza...)
  • 1 spicchio d'aglio
  • olio extravergine d'oliva
  • prezzemolo

Ho avuto un piccolo problema con la luce, col cambio ora arriva buio subito e i chiodini non sono molto fotogenici...

Scaldate il forno a 180°C. Riempite il pollo con timo, rosmarino e aglio (e tutte le spezia che volete), salate e pepate sempre all'intero. Adagiate il pollo su una teglia con un po'd'olio e cospargete il pollo di burro, cominciate la cottura con il pollo su un fianco (per 10/15 min) poi giratelo sull'altro fianco (10/15 min) e terminate la cottura mettendolo a petto in su (30 min circa) finché non è bello dorato. Durante la cottura di tanto in tanto cospargetelo col grasso che si forma nella teglia. Se vedete che il pollo non si colora come vorreste alzate la temperatura del forno (ogni forno è un mondo a sé!).

Lavate i chiodini e puliteli asportando le radici piene di terra. Scottateli in acqua bollente per 7/8 min, questo è un passaggio fondamentale, vi prego di farlo sempre, serve a render i chiodini pienamente commestibili.
In pentola mettete l'olio, l'aglio e i chiodini, saltate a fuoco vivo per una decina di minuti, regolate il sale e aggiungete il prezzemolo tritato.

Se avete voglia potete preparare le decorazioni per le zampe del pollo: basta piegare in due una striscia di carta da forno e tagliuzzarla con la forbice, girarla attorno a una zampa e fermarla con una graffetta, ripetete l'operazione per la seconda. E ricordate che la Regina Margherita mangiava il Pollo con le dita!

giovedì 3 novembre 2011

Comfort Food... Frittelle di Mele super fluffy!!!

Camminavo per strada coi primi freddi veri e propri nel parco vicino a casa e  mi sono chiesta che fine ha fatto il Comfort Food di cui si parlava tanto negli anni 90? Non il cibo del ventunesimo secolo macrobiotico, biologico o organico e chi più ne ha più ne metta... Semplicemente quel cibo che più o meno sano appaga il corpo e la mente facendoci sentire bene, tranquilli e sereni in ogni nostra singola cellula. Stavo cercando di stilare una classifica e al primo posto inevitabilmente sono finite le Frittelle di Mele!

Autumn in Milan!

Per 4 pers o 2 terribilmente golose:
  • 2 mele Renette o Golden (anche quelle che avete in casa vanno benissimo anche se sono un po' passate)
  • 90 gr farina bianca
  • 2 cucchiai di zucchero bianco
  • 1 cucchiaio di latte
  • 50 ml acqua
  • un cucchiaino da caffè di lievito
  • 1 uovo
  • un pizzico di sale
  • olio per friggere

Unite tutti gli ingredienti ed amalgamate con una frusta vigorosamente, coprite l'impasto e fatelo riposare per 15 min almeno in frigo.
Pelate le mele e tagliatele a rondelle spesse 3/4 mm, facendo attenzione a rimuover i semini.
Scaldate l'olio e immergete le rondelle di mele prima nella pastella, facendo attenzione a ricoprirle uniformemente, ed immediatamente passatele nell'olio bollente. Attendete che entrambi i lati delle frittelle siamo ben dorati e appoggiatele sulla carta da cucina per assorbire l'olio in eccesso ed avere una frittura asciutta.


Spolverate con lo zucchero a velo e se volete esagerare accompagnate le frittelle a una pallina di gelato alla crema o alla cannella... That's Comfort Food!!!

mercoledì 2 novembre 2011

Confessions of a Chocoholic!

Sarà il freddo? Sarà il il ritorno all'ora solare di questi giorni? O semplicemente la voglia di cioccolato???O le confezioni geniali di questi cioccolati che ho pescato in un aeroporto?!

Questa volta non vi do una ricetta ma il mio segreto per far tornare a splender il sole anche quando non c'è! Semplicemente il cibo degli dei! ; )

Pensare di avere delle sottili scaglie di cioccolato sagomate esattamente da metter sopra al pan carré per fare il famoso Pane e Cioccolato non è meraviglioso?!
E con 125 grs of Big Emotios come la mettiamo (vi prego non pensate male!)? Copertina, cioccolato e filmone, magari la vecchia versione della Fabbrica di Cioccolato per restare in tema !..dimenticavo immancabile cagnolino sul divano!



Mentre scrivevo misteriosamente metà tavoletta al latte è scomparsa...mi sa che darò la colpa a Topi (il mio jackino)! Nel frattempo è le endorfine hanno fatto il loro lavoro : )

lunedì 31 ottobre 2011

Siam Cavoli o siam Re?! Insalata Pere, Noci e Taleggio

Come sempre prima di cominciare a cucinare non ho le idee chiare su cosa creerò, mi lascio trasportare dall'ispirazione del momento, o da cosa trovo frugando in frigorifero...
Questa volta sono incappata in un bellissimo cavolo, ma essendo molto ma molto pigra non avevo voglia di cuocerlo né tantomeno di avere una cucina che "profumi" di cavolo per il resto della settimana...

Quindi insalatona! Sana e gustosa, un famoso blogger la definisce anche sexy!


Per questa insalata gourmand avete bisogno di:

  • 1 pera Kaiser
  • 4 o 5 foglie di cavolo
  • Taleggio
  • noci
  • misticanza o l'insalata che più vi piace

Lavate accuratamente ed asciugate il cavolo, l'insalata e la pera.
Disponete ai lati del vostro piatto di portata le foglie di cavolo, cercando di ricreare la sua forma originaria. 
Riempite la conca che si creerà con l'insalata e decorate con fettine di pera, cubetti di taleggio e noci.
Condite con sale, olio extravergine d'oliva e aceto balsamico (esalta il sapore della pera), se vi può piacere anche un cucchiaio di miele di acacia o castagno si presta molto bene!


La dedico a tutti gli amanti della mia Quiche Pere e Gorgonzola!

venerdì 28 ottobre 2011

Dim Sum: Ravoli Cinesi fatti a mano...not bad!

Da quando ne ho memoria il cinese è sempre stato la mia passione, quando prendevo una bella pagella o quando la nonna mi invitava a pranzo, nel dubbio come una litania, chiedevo sempre e solo cinese!!! E armata di bastoncini pazientemente spazzolavo fino all'ultimo chicco di riso!
Poi ho scoperto che un sacco di piatti cinesi esistono anche nella versione congelata, assolutamente dignitosi, ma non sapendo bene dove sono prodotti o cosa viene messo dentro, ho pensato che farli in casa è tutta un'altra storia!

Per fare i mitici Dim Sum vi consiglio di prendervi un mezzo pomeriggio di una noiosa Domenica uggiosa.
Con queste dosi otterrete 25/30 ravioli o anche 40 se siete particolarmente abili con la pasta fatta in casa!

Pasta 
  • 200 gr farina bianca
  • 130 ml acqua bollente
  • 1 cucchiaio d'olio d'oliva o di semi
  • 1 pizzico di sale

Ripieno
  • 200 gr di carne macinata di maiale o se preferite di manzo
  • 200 gr di cavolo cinese o di verza
  • 1 porro
  • 1 cucchiaio di farina
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • (se volete potete aggiungere della carota tritata e della mentuccia, o quel che preferite!)


In una bacinella mettere la farina, l'olio e piano piano, amalgamando con una forchetta l'acqua bollente. Impastate con una mano per circa 3 minuti, poi lasciate riposare l'impasto per 30 min coperto con un panno umido.


Intanto preparate il ripieno.
Lavate il porro e il cavolo, asciugateli bene quindi tagliateli finemente a mano.
Unite le verdure alla carne di maiale macinata e condite con la soia, fate riposare in frigorifero.

Fate dei dischetti di pasta abbastanza tondi di circa 8 cm di diametro, aiutandovi col mattarello. Di solito lavoro su un foglio di carta da forno oleata in modo da non dover aggiungere troppa farina e mantenere una pasta molto elastica. Mettete una pallina di ripieno su ogni dischetto e chiudete come preferite i bordi creando così i ravioli. 


Come da tradizione vi consiglio la cottura al vapore per circa 20 min, se usate il microonde con la speciale bacinella con acqua potete dimezzare il tempo.
Servite bollenti con aceto bianco e salsa di soia.

Se vi avanza del ripieno potete usarlo al posto delle verdure negli Spaghetti di Soia, risultato più che garantito!



Con questa ricetta partecipo a :

mercoledì 26 ottobre 2011

HAPPY HALLOWEEN! Qualche giorno prima ma almeno avrete il tempo di far la vostra Zucca!

Per una volta nulla da mangiare! Tanto di ricette a base di zucca ve ne ho propinate in abbondanza!
Avete voglia di preparare una zucca come quelle americane ma non sapete come fare?! Ghe pensi mi!


Una zucca grande è indispensabile e gli strumenti del mestiere sono:

  • un coltello seghettato
  • un cucchiaio
  • uno scovolino
  • una matita
  • un lumino

Usate un giornale per proteggere il vostro tavolo

Per prima cosa rimuovete l'estremità superiore con un coltello ed aiutandovi con il gambo cercate di rimuoverlo. Con un cucchiaio svuotate accuratamente la zucca dai suoi semi e dai filamenti interni.
Disegnate con la matita sull'esterno della zucca il motivo che preferite o la faccia che preferite, vi consiglio di cercare di fare delle linee abbastanza essenziali perché la zucca è piuttosto dura da lavorare.
Con il coltello intagliate il disegno che avete creato cercando di rimuover la buccia, arrivando alla polpa.
Cominciate a scavare sia dall'interno che dall'esterno per creare  nel mio caso occhi, naso e bocca.
Vi suggerisco di fare i buchi interni un po' più grande cosicché quando metterete la candela avrete più luce.
Quindi accendete  il lumino e mettetelo al centro della zucca facendo attenzione a non scottarvi e...spegnete la luce! MAGIA!

Se volete intagliare la zucca con dei bambini vi suggerisco di fargli fare solo le operazioni di svuotare la zucca dai semi col cucchiaio e disegnare con la matita il soggetto, tutte le altre operazioni richiedono abbastanza forza e sono fatte con utensili taglienti, quindi non consigliati ai vostri piccoli aiutanti...
Pronti per Trick or Treat???