mercoledì 31 agosto 2011

Spumini al cocco, it's Tea time!

Credo che il cibo e i profumi si associno ai ricordi meglio di qualunque altra cosa e siano in grado improvvisamente ed inaspettatamente di riportarli alla luce: Ogni persona ha il suo anche se non l’ha ancora scoperto.
Se Proust aveva le sue  madeleines l’Arnalda non può che aver gli spumini al cocco, ne va della sua credibilità!
Avete mai provato una madeleine? Sono sicura di si. Almeno una volta per capire se veramente aveva poteri magici come quella di Marcel, ma anche se comprate una madeleine in Place de la Madeleine da Fauchon o da Hediard purtoppo per quanto il tutto sia molto poetico e decisamente chic non succede nulla, assolutamente nulla, niente trip trascendentale ahimè!
Ma ho per voi la soluzione: lo Spumino al Cocco!!! Ha un che di magico: da dei bianchi d’uovo, cocco e zucchero nasce qualcosa di inaspettato e meraviglioso…il tutto in non più di 15 min, e se questa non è pura magia?! Delle piccole montagnette croccanti e dorate un po’ vaporose  ma non deludenti come un soufflé che se vi distraete un attimo diventa una cosa informe e perde il suo fascino. No, lo spumino è concreto e non delude mai, anzi il giorno dopo è ancora più buono!
Dopo averne tanto parlato ecco come creare dei meravigliosi e semplicissimi spumini:
  • 250 gr di farina di cocco
  • 200 gr di zucchero bianco
  • 4 albumi montati a neve (suggerisco sempre uova del tipo “ 0”*)
  • Un pizzico di sale

Preriscaldate il forno a 180°C e preparate una teglia con carta da forno oleata.
Aiutandovi con le fruste elettriche montate a neve gli albumi con l’aiuto di un pizzico di sale, se volete che montino meglio usate delle uova a temperatura ambiente possibilmente non appena deposte.
Unite delicatamente ai bianchi montati la farina di cocco e lo zucchero.
Create con l'aiuto di un cucchiaio delle montagnette sulla teglia ed infornate per una quindicina di minuti finché non saranno dorati.
Gli spumini sono ottimi tiepidi accompagnati con del gelato alla crema o anche solo così semplici e senza sovrastrutture come loro.


*Le uova di tipo “0” sono uova da allevamento biologico con galline cresciute a terra all’aperto e la concentrazione di allevamento è di 1 gallina per 10 metri quadrati. Costano un pochino di più ma ne val la pena. Le uova hanno classificazione che va da 0 a 3, il codice 3 indica galline allevate in batteria a cui spesso viente tagliato il becco e forzate a produrre un maggior numero di uova alternando artificialmente giorno e notte…A voi la scelta.

martedì 30 agosto 2011

Come cucinare il perfetto uovo alla "coque"?

Molti sottovalutano la bontà del semplice uovo alla coque per la prima colazione, il brunch, il pranzo o la cena.
Sapete veramente come si prepara un uovo alla coque da manuale? Siete sicuri di padroneggiare l'arte che sta dietro ad un uovo bollito? Quello che molti credono esser un banalissimo uovo?!
Allora come spiegate l'ossessione di Carlo d'Inghilterra verso questo tipo di uova?
Per il Principe Carlo ogni mattina vengono preparate 7 uova alla coque, con diversi tempi di cottura e numerate da 1 a 7 in modo che sua Altezza possa decider con facilità con quale uovo deliziarsi. Incredibile vero?
Quindi se il Principe Carlo non prende alla leggera questa questione, che diritto ne avrei io?!


Riguardo l'uovo alla coque le leggende metropolitane si sprecano:

  • Far bollir l'uovo il tempo di 3 Ave Maria
  • Metter l'uovo in acqua fredda accender il fornello ed attender 5 min
  • Far bollir l'acqua, quando bolle spegner il fornello e attender 10 min, etc, etc, etc...

In realtà è meno difficile di quanto sembri purchè si abbia metodo e si utilizzi qualche piccola astuzia.
Le uova devono esser a temperatura ambiente per evitar che si crepino immergendole in acqua bollente.
Nell'acqua va messo a seconda delle preferenze del sale o un goccio di aceto che provvederanno a bloccar la fuoriuscita di albume in caso di crepe.
Per bloccar la cottura si può passar un attimo le uova in acqua fredda, ma solo un istante o si potrebbero raffreddar troppo.

Quindi ricapitolando:
  1. Utilizzate uova a temperatura ambiente
  2. Fate bollir in un pentolino dell'acqua con aggiunta di sale o aceto
  3. Da quando l'acqua bolle immergete per 3 min l'uovo, se lo preferite un pochino meno liquido per 4 min
  4. Terminato il tempo di cottura passate qualche secondo l'uovo in acqua fredda
L'uovo a sx è stato cotto per 3 min, quello a dx per 4 min. Notate la differenza!

Sembra inutile ma in realtà il portauovo è un oggetto indispensabile per gustare a pieno il vostro perfetto uovo alla coque: vi evita di dover inseguire l'uovo rotolante per tutto il tavolo, rende più semplice l'operazione di apertura della parte superiore dell'uovo e vi evita di scottarvi le dita per tenerlo fermo!

Stavo quasi dimenticandomi....non si può mangiare un uovo alla coque senza un pizzico di sale ed eventualmente del pane!

Con queste semplici dritte sarete pronti per strabiliare con effetti speciali amici, fidanzati/e, parenti e bimbi!

lunedì 29 agosto 2011

Linguine del Capitano alle Vongole, W la tradizione!

Un piatto della tradizione, davvero gustoso e sempre apprezzatissimo, perfetto in tutte le stagioni!
Adorato da grandi e piccini non richiede grandi abilità culinarie, è di grande impatto e non ha bisogno di presentazioni... Meglio di così?!

Per preparare le vostre linguine per 4 persone servono:
  • 1 kg/1,5 kg di vongole veraci fresche ancora col guscio (nel banco pescheria di ogni supermercato si trovano facilmente già spurgate)
  • 350 gr di linguine
  • 3 spicchi d'aglio (potete aumentare o diminuire la quantità a seconda dei vostri gusti)
  • 2 peperoncini rossi secchi interi (o meno se non amate il piccante)
  • 8/10 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
  • un ciuffetto di prezzemolo fresco (in caso può andar bene anche il prezzemolo surgelato)
  • vino bianco
  • sale
  • pepe


Lavate bene le vongole e buttate quelle con il guscio rotto.
Prendete una pentola molto capiente e mettete l'olio, i peperoncini e l'aglio pelato, fate soffriggere finchè l'aglio non imbiondisce. Aggiungete le vongole e coprite la pentola con un coperchio, giratele spesso finchè non si saranno aperte quasi tutte, sfumate con un mezzo bicchiere di vino bianco. Assaggiate il sugo lasciato dalle vongole e solo a questo punto decidete se e quanto salare e pepare. 
Quindi levate le vongole dal fuoco, buttate la pasta in acqua bollente e salata facendola cuocer un minuto meno rispetto alle indicazioni riportate sulla confezione. Al termine del tempo di cottura scolate la pasta e saltatela con le vongole a fuoco vivo, solo alla fine aggiungete il prezzemolo tritato per far sì che mantenga un bel colore verde.

Pronto tutto in 10 minuti, d'obbligo accompagnare con fumanti fette di pane tostato.
Ricordate: avanzare il sughetto è considerato delitto!

Per gli amici che hanno intolleranze alimentari le linguine possono esser ovviamente sostituite con il tipo di pasta adatta alla dieta seguita abitualmente.

Non vi ho detto che questa è una delle ricette preferite dal mio papà, che con la sua golosità ha trasformato delle semplici linguine alle vongole in una specie di sauté, tutti i gourmand ringrazieranno... ; )

domenica 28 agosto 2011

Conserva di pomodori per sopravviver all'inverno...

Cosa fare se tre piantine striminzite di pomodori che avete piantato più per scommessa che per altro decidono di produrre quintali di verdura? Delle fantastiche Passate per l'inverno!


Servono solo pomodori, carote, sedano, cipolle e olio d'oliva.
Per prima cosa fate bollire dell'acqua in una pentola e buttateci per un attimo i pomodori, levateli e metteteli in un contenitore con acqua fredda, in un istante sarà possibile pelarli.
Preparate un trito di carota, sedano e cipolla, saltate il tutto in pentola con un filo d'olio d'oliva.
Quando il soffritto sarà imbiondito aggiungete i pomodori spezzettati e un cucchiaio di zucchero, fate cuocere per 15 minuti a foco medio. Prendete un frullatore ad immersione (tipo Minipimer) e frullate finchè la salsa non raggiungerà la densità desiderata.
Quando la salsa è ancora calda mettetela nei classici vasi sterilizzati, in vendita in tutti i supermercati, e chiudeteli con il loro tappo ermetico, metteteli appoggiati a testa in giù per una decina di minuti.
Avrete il gusto dei pomodori freschi per tutto l'inverno!
Quando deciderete di utilizzarli come base per i vostri sughi ricordate di salare bene e di cucinarli come fossero dei normali pelati, ovviamente molto ma molto più buoni!

sabato 27 agosto 2011

Petali di rosa cristallizzati, so romantic!

Una decorazione ingegnosa, dal sapore sofisticato e rapidissima da preparare.
Basta una rosa non trattata, dello zucchero e l'albume di un uovo.


Lavate i petali asciugateli, immergeteli nell'albume e passateli su entrambi i lati nello zucchero.
Metteteli in un piatto evitando che i petali si sovrappongano e lasciate il piatto almeno 30 min in frigorifero.
Pronti da utilizzare per ogni decorazione!
Non ci crederete ma come le rose hanno un profumo una diversa dall'altra anche il sapore cambia!
Ho provato a cristallizzare rose di vari colori e i risultati migliori si ottengono con i petali più scuri che fanno più contrasto con lo zucchero.
Quale colore sceglierete? Attenti solo al significato... Rosso passione, giallo gelosia, rosa amicizia, o bianco candore?! Á vous le choix!



Dadicato ad Alessina mia grande sostenitrice e alla sua passione per i fiori ed il giardinaggio! (aggiungerei anche per le borsette ma non c'entra molto con la cucina..anyway!) ; )

venerdì 26 agosto 2011

I LOVE Provola!

E' vero ogni tanto capita il Colpo di Fulmine!
Come non rimanere stordite da un mercatino di campagna imbattendosi in due formaggelle che sembrano esser uscite da una natura morta dell'800?! Chiamiamolo colpo di fulmine o coup de coeur, ma non ho potuto resistere e una delle due è tornata a casa con me!


Il venditore mi ha detto che il sapore è simile alla provola quindi ho pensato di farne un gustoso aperitivo con marmellata di more e due gocce di essenza di senape!
L'essenza di senape comunemente utilizzata in tutte le mostarde casalinghe va maneggiata con gran cura, possibilmente con dei guanti, dato che al contatto con la pelle è irritante, un dosaggio superiore a una o due gocce potrebbe renderla troppo piccante.


giovedì 25 agosto 2011

Quiche di porri della Lella

Una ricetta che mi ha salvata in più di mille occasioni, ideata dalla mitica Lella.
E' il piatto ideale da preparare quando si torna dal lavoro, la infornate e nel tempo di una doccia è già pronta!
  • Pasta brisé preconfezionata
  • 2 uova
  • 2 porri 
  • parmigiano grattugiato
  • latte o panna
  • sale e pepe
Preriscaldate il forno a 180°C.
Mettete la pasta brisé in una forma da dolci tonda circa di 24cm di diametro, bucherellatela con l'aiuto di una forchetta.
Nel frattempo tagliate i porri a rondelle e saltateli qualche minuto in padella con un goccio d'olio finchè non sono morbidi.
In una ciotola sbattete le uova con parmigiano, un goccio di latte o panna, sale e pepe.
Consiglio di utilizzare la panna, anche vegetale se siete a dieta o intolleranti ai latticini, dà una consistenza vellutata al composto, vi sorprenderà! Spesso uso il latte quando il mio frigo è deserto...
Mettete il composto con i porri sulla pasta brisé ed infornate per circa 30 min finché la superficie non sarà dorata come nella foto.
Potete gustarla calda o fredda a seconda della stagione o della necessità.


mercoledì 24 agosto 2011

Una prima colazione di fine estate

Caldo soffocante nella bollente Milano, come fare una rapida colazione e sopravvivere alle temperature estreme?!
Yogurt greco con miele d'acacia biologico, mug di caffè americano e ovviamente una bella rivista!


Che differenza c'è tra lo yogurt greco e quello classico italiano?
Lo yogurt greco viene ottenuto filtrando il siero a fine lavorazione, quindi risulta più nutriente e gasso rispetto al classico yogurt, in ogni caso esistono le versioni 2% e 0% di grassi, che possono esser più adatte e digeribili per una prima colazione.
In Grecia spesso lo si consuma con qualche noce spezzettata. Vi suggerisco di provarlo anche con un po' di cereali croccanti.

Insalata, avocado, palmito e...pesche!

Ultimi sprazzi d'estate...ecco un' idea per un pranzo leggero e sano che dia gioia ai vostri occhi ed al vostro palato.
In una ciotola disponete un letto di valeriana o dell'insalata che preferite, tagliate un avocado a cubetti, del palmito e una pesca gialla a fettine.
Condite il tutto con sale, limone ed olio, per i più audaci suggerisco un po'di peperoncino ed eventualmente una punta di senape. Ed il gioco è fatto!
Una piccola astuzia: non dimenticate di metter qualche goccia di limone sull'avocado appena tagliato in modo che non annerisca.

domenica 21 agosto 2011

Gamberoni estivi per iniziare!

Come dice Gusteau lo chef del mitico Ratatuille "Il cibo trova sempre coloro che amano cucinare!" e così eccomi qua a sperimentare nuove idee ed a tentarne e reinventarne di più classiche, che l'avventura abbia inizio!!!

In questi giorni sono stata al mercato del pesce e non ho potuto resistere a questi gamberoni freschissimi dal colore incredibile...vedere per credere.


La ricetta è semplicissima ed il risultato assicurato! Tempo di preparazione meno di 5 min...

In una padella mettete del burro a piacere, limone, vino bianco e qualche goccia di Worcester sauce.
Unite i gamberoni e saltateli a fuoco vivo finchè non avranno assunto il loro tipico rosso acceso facendo attenzione a schiacciare con un mestolo o una forchetta le teste così da insaporire il sughino.
In pochi istanti una cena da re!
Sono sicura che non riuscirete a far a meno di far la famigerata "scarpetta"... in questo caso la suggerisco con la focaccia ; )