martedì 9 dicembre 2014

Campari rilancia l'aperitivo al ristorante #amusebouche

L'amuse bouche è un piccolo piatto che precede l'antipasto, ha il compito di divertire la bocca interpretando il carattere dello chef e della sua cucina. E' una piccola armonia di sapori e consistenze che devono incuriosire e preparare il palato alla cena.
In passato quest'assaggio di benvenuto era un'usanza comune arrivando al tavolo del ristorante, ora resta più frequente nelle culture asiatiche.
E' proprio nel momento dell'aperitivo che Campari propone in 12 ristoranti d'alta cucina un'accoppiata d'amuse bouche e drink personalizzati da gustare prima di cena.
Parte da Milano, la città dell'aperitivo per eccellenza, una simpatica collaborazione tra chef e sommelier per coccolare i loro clienti.


Ho testato il ristorante storico Don Carlos del Grand Hotel et De Milan, l'hotel nelle cui stanze Giuseppe Verdi visse per molti anni e scrisse due opere, tra cui appunto il Don Carlos.
L'ambiente è raccolto e accogliente, non formale come immaginavo. E' il classico ristorante dopo teatro in cui si servono piatti della tradizione, alcuni rielaborati, alti legati saldamente alla propria storia.
L'amuse bouche qui si chiama Crudo di tonno marinato al Campari con radici invernali e croccante alla menta. Per intenderci un cubetto di tonno marinato, scottato brevemente come se fosse tataki, appoggiato su una purea di sedano rapa, con del croccante alla menta, una chip alla barbabietola e dell'aspic (gelatina) di Campari.
Passion for Campari è il cocktail a base di frutto della passione, lime, zenzero e alkekengi, con una spiccata nota amaricante per un interessante contrasto con l'amuse bouche.
Amuse bouche e welcome drink: una tradizione che dovrebbe esser rispolverata da tutti i ristoratori della città!

mercoledì 5 novembre 2014

Demel: la pasticceria che vale un viaggio a Vienna

Una pasticceria che da sola vale un viaggio? Sicuramente Demel a Vienna! Fu creata nel lontano 1786 e da allora non ha mai smesso di sfornare ogni giorno dolci meravigliosi. 
Dall'esterno la prima cosa che si nota sono le vetrine con personaggi di zucchero e cioccolato e torte decorate magistralmente dai pasticceri. Cambiano così spesso e sono così strabilianti da essere una vera e propria attrazione per tutta la città.


Nel locale il tempo sembra essersi cristallizzato all'epoca di Sissi. Banchi di legno e ottone riccamente decorati, tavolini in marmo e lampadari di cristallo sono solo alcuni degli elementi che permettono di respirare l'atmosfera della Vienna imperiale.
Si può venire qui per una prima colazione o una merenda, ma mezzogiorno è sicuramente il momento migliore, il menù salato è interessante quanto la carta dei dolci. La Wiener schnitzel è talmente grande che se si vuole ordinare anche un dessert è meglio dividerla a metà. Il gulash è un'altro dei piatti cucinati con maestria da Demel che mi sento di consigliare. Anche le tartine per un light lunch sono ottime e si presentano meravigliosamente.


Ma torniamo alla cosa fondamentale: i dolci!
Da sempre è in corso una disputa tra l'Hotel Sacher (ve ne parlerò più in là) e Demel per chi fa la torta Sacher più buona. La soluzione è assaggiarle entrambe, rigorosamente con panna montata, per giudicare. La vastità dell'offerta di torte qui però non ha pari. Andate al banco e fatevi catturare dalla vostra fetta di trota, non scegliete dal menù.
Se il locale è affollato chiedete di andare al piano superiore che è un po' più calmo e intimo. Lungo la via sarete colpiti da una splendida sorpresa: il laboratorio artigianale della pasticceria a vista. Dietro una grande vetrata potrete osservare le torte mentre vengono preparate, farcite e glassate. E'qualcosa di veramente unico, il laboratorio sembra uscito da un libro di favole per bambini come questo caffè.


Kohlmarkt 14, A-1010 Vienna
Tel +43 (1)535 171 70
Aperto tutti i giorni dalle 9 del mattino alle 7 di sera

martedì 28 ottobre 2014

Carrot cupcakes con frosting al Philadelphia senza burro.

Una ricetta di cupcakes semplice e sana adatta a tutti i grandi e piccini. E' una ricetta speciale che mi ha inviato un'amica americana. E'interessante perché né l'impasto né la glassa contengono burro, quindi per una volta le cupcakes possono esser sane.

Per 12 cupcakes:
  • 2 uova 
  • 100 g di carote grattugiate
  • 60 g di cocco in farina
  • 100 g di farina
  • 100 g zucchero di canna
  • 75 g d'olio d'oliva 
  • 1/2 bustina di lievito per dolci (9 g circa)
  • 1 cucchiaino di cannella (facoltativo)
  • 12 carotine di marzapane
Per il frosting o la glassa:
  • 150 g di philadelphia
  • 70 g di zucchero a velo (le quantità di zucchero si possono modificare a piacere)

Scaldate il forno a 170°C.
Sbattere le uova con lo zucchero e aggiungete l'olio mischiando.
Unite al composto la farina, il lievito e la cannella cercando di levare ogni grumo lavorando il tutto con una frusta.
Incorporare le carote e il cocco fino ad avere un impasto abbastanza uniforme (anche se ci saranno i filamenti delle carote).
Mettete nella teglia da cupcakes un pirottino in ogni rientranza o imburrate e infarinate ciascun solco della teglia. Riempite ogni forma da cupcakes d'impasto per 3/4 in modo che in cottura non strabordi.
Infornate per 20-25 min fino a quando facendo un foro nelle tortine con uno stecchino questo ne uscirà asciutto.
Intanto unite il philadelphia e lo zucchero a velo, mischiando fino a farne una crema.
Quando le tortine saranno fredde applicate con la sacca da pasticcere la crema (anche con un cucchiaio può andar benissimo) e mettete una decorazione su ogni tortina.

mercoledì 24 settembre 2014

Nozomi: best Ramen in town!

La moda del Ramen e del cibo che chiamo per semplicità il "giapponese cotto"(spiedini, shabushabu, takoyaki etc) è ormai un dato di fatto, il vero problema è trovare dei ristoranti giapponesi che preparino queste pietanza secondo la tradizione.
E' piuttosto facile imbattersi in ristoranti che propongono questi piatti senza sapere esattamente di cosa si tratti. Quindi ecco per voi un posto dove il ramen è esattamente come quello che vi potrebbe capitare di mangiare per le vie di Tokyo.


Nozomi è un piccolo ristorante in Viale Piave a Milano in puro stile giapponese, semplice, pulitissimo ed essenziale. E' il posto ideale dove mangiare un piatto fumante di ramen a base di brodo e tagliatelle con molte gustose guarnizioni. Ne servono tre tipi diversi: Shoyu (con brodo di carne e soia), Miso Ramen e Miso Yasai (brodo denso a base di miso in versione classica o vegetariana).
Per chi non ama le zuppe è doveroso assaggiare gli spiedini impanati e fritti o alla griglia, altra vera prelibatezza del locale.
In pausa pranzo esistono molte interessanti combinazioni di lunch box. Mentre la sera vale la pena di tornare per lo Shabushabu (una pentola di brodo in cui s'immergono al momento carne, verdure, tofu e noodles).


Che sia mezzogiorno o sera vi consiglio di prenotare, i coperti sono pochi e gli affezionati di Nozomi moltissimi! Questo piccolo locale ha avuto un così grande successo che da ottobre si sdoppierà: in viale Piave si concentreranno sul take away e in via Pietro Calvi sulla ristorazione vera e propria, ma non temete vi terrò aggiornati!
Una piccola cosa che mi fa impazzire sono gli origami di carta colorata che preparano tutti i giorni le cameriere e che è possibile portare via con sé al termine della cena: dalle classiche gru o aironi, alle rane, cuori, fiori e kimoni. Insomma un angolo di Sol Levante assolutamente imperdibile!


Viale Piave 5, 20129 Milano
tel. 02 76023197
Da Ottobre anche in Via Pietro Calvi 2 a pochi passi da Viale Piave
Menu pranzo 12-15€ Cena 25-35€ bevande escluse

giovedì 18 settembre 2014

Alla scoperta di Peck per il #FestivaldelProsciutto!

C'è chi da bambino sogna di visitare la Fabbrica di Cioccolato di Willy Wonka e chi sogna di scoprire le meraviglie dei sotterranei di Peck a Milano (indovinate a che gruppo appartenevo?)...
Il sogno si è realizzato in onore dell'inaugurazione del Festival del Prosciutto di Parma con una visita alle "segrete" di Peck, in un tour d'eccezione con tanto di spiegazione del processo di produzione del prosciutto e deliziose degustazioni.

La cella frigorifera dei prosciutti di Peck Milano

Per chi volesse gustare a pieno il Prosciutto di Parma fino al 21 Settembre attorno a Parma continua il Festival del Prosciutto di Parma. In occasione di questo evento sarà possibile visitare in via del tutto eccezionale i prosciuttifici, scoprendo tutti i segreti del ciclo di lavorazione e respirando i profumi delle sale di stagionatura.
Durante questo periodo apriranno le porte al pubblico numerose cantine vinicole. Sarà possibile imparare ad apprezzare e ad abbinare correttamente i vini della zona ai prosciutti e agli altri salumi.
Se questo non bastasse ai più golosi consiglio di visitare il Museo del Prosciutto e dei Salumi di Parma a Langhirano per conoscere la storia di uno dei prodotti che ha reso il nostro paese celebre nel mondo.

Un accostamento puro e semplice che rasenta la perfezione!

Per tutte le info riguardanti il Festival del Prosciutto cliccate qui

venerdì 4 luglio 2014

Vademecum per la Cena in Bianco: ovvero cosa portare e cosa evitare per il picnic perfetto

Dopo la mia prima Cena in Bianco (ieri ai Giardini Pubblici Indo Montanelli) ecco tutto quello che avrei voluto sapere per organizzarmi al meglio. Un piccolo vademecum per chiunque vorrà partecipare a una manifestazione simile e vuole avere idea di cosa aspettarsi.
Paradossalmente questa è una delle uniche situazioni in cui il cibo è superfluo. Vestitevi di bianco (o seguendo il dress code) sottraete tempo alla preparazione del cibo ma dedicatevi alla tavola, la vera regina della serata!

Si comincia a montare letteralmente i tavoli e ad apparecchiare
Al bando la pigrizia! Organizzatevi tra amici e suddividetevi i compiti, l'unico modo per fare una bella tavolata è lo spirito di gruppo e la collaborazione! Tavoli e sedie sono fondamentali, portateveli da casa o affittateli per pochi euro, alla peggio fatevi ospitare a qualche tavolo in cambio di cibo! La tovaglia e il tovagliolo rigorosamente di tessuto! Potete anche usare un lenzuolo come tovaglia e tovaglioli monouso ma mai e poi mai la plastica o la carta (vietati dall'organizzazione)! Per l'apparecchiatura i piatti più pratici sono quelli infrangibili da picnic ma anche quelli di casa sono perfetti (imballateli bene). Stesso ragionamento per i bicchieri, invece per le postate potete decidere anche di usare solo forchette.

Il tavolo di 30+30 amici, la tavola non più raffinata ma più lunga!
L'arte dell'arrangiarsi unita alla creatività in queste occasioni dà luce a tavole magnifiche che rispecchiano i commensali. Si possono decorare i tavoli con fiori e candelabri oppure con piantine, gabbie per gli uccelli, lanterne, ombrellini cinesi o rimanere sul minimal e geometrico, insomma non c'è limite.
Per quanto riguarda il cibo su tutti i tavoli imperversavano quiches, riso freddo, couscous, tartine con salmone, sushi take away, pinzimonio, insalate, prosciutto e melone. Come dolci crostate e torte di vario genere. Quindi cibo freddo in abbondanza da scambiarsi, se ognuno prepara qualcosa avrete cibo per sfamare un esercito! Attenti ai contenitori per il cibo, usatene se possibile di carini, perché possono rovinare la tavola in un secondo. Ieri ho visto tavole elaboratissime e curate intristite dalle pentole sul tavolo, dopo tutta quella fatica è un vero peccato!

La tavola romantica con ortensie e candelabri.
Cose da non dimenticare (normalmente ne scordo buona parte) :
  • candele (fanno atmosfera e vi evitano di rimanere al buio)
  • accendino
  • cavatappi (non avete idea di quanti tavoli lo abbiano scordato)
  • ghiaccio o glacette
  • antizanzare (altrimenti saranno loro a banchettare con voi)
  • sacchi della spazzatura (ognuno pulisce per sé ed è responsabile dei propri rifiuti)

Preparatevi poi a ballare il liscio con i vicini di tavolo quasi ottantenni o a fare le bolle di sapone coi bambini degli altri tavoli, perché il bello di questi eventi è che non c'è limite d'età e la convivialità della tavola qui viene vissuta a 360°. Divertitevi, godetevi la serata e se vi manca qualcosa chiedete ai vicini! Non stupitevi se nella fontana si aggira a piedi scalzi una signora bionda convinta di esser Anita Ekberg, qui tutto può succedere!

lunedì 23 giugno 2014

Come cucinare il tabbouleh?

Il tabbouleh è un couscous freddo molto comune in tutto il Nord Africa, Francia e Turchia come piatto estivo, è l'equivalente di quello che per noi sono le insalate di pasta o di riso.
La versione base di solito è con pomodori freschi, menta, prezzemolo e limone ma si può tranquillamente variare con qualunque ingrediente ci sia nel frigorifero. In Libano gli ingredienti sono più o meno gli stessi ma è preparato con pochissima semola (o bulgur) e le verdure prendono il sopravvento. 
Il tabbolueh è l'ideale anche per riciclare qualche avanzo tipo pollo freddo e spadellate di verdure, unendo a tutto un filo d'olio e qualche goccia di succo di limone.


Per una pers:

  • 50-80 g di couscous
  • 8-10 pomodorini
  • menta fresca a piacere (come potete vedere io abbondo)
  • prezzemolo a piacere
  • un cucchiaio d'olio
  • mezzo limone
  • un pizzico di sale
La cottura del couscous è un argomento abbastanza vario, in commercio ne esistono migliaia di tipi, da quello pronto all'uso a quello semicotto. Il mio consiglio è seguire meticolosamente i consigli di preparazione indicati sul retro delle confezioni. Normalmente basta aggiungere un quantitativo d'acqua bollente salata e attendere che venga assorbita dalla semola (non potete immaginare quanta acqua sia in grado di assorbire!).
Lavate e tagliate i pomodorini, metteteli in un colapasta, salateli e attendete che rilascino l'acqua di vegetazione.
Quando il couscous sarà tiepido, o meglio ancora freddo, aggiungete i pomodori e condite con olio e il succo di mezzo limone. Solo un attimo prima di servire tritate il prezzemolo e la menta in modo che non anneriscano.

Nella ricetta più tradizionale spesso vengono impiegati i cipollotti o la cipolla ma a mio avviso rendono il piatto meno digeribile.

giovedì 5 giugno 2014

Introducing you Maradona: la pizza fuori menù della Sibilla!

Sono stata, come credo qualunque milanese, più e più volte nella mia vita alla Sibilla, tanto che parlarvi di un posto così noto mi sembrava superfluo. Incredibilmente ho assaggiato una pizza fuori menù che solo gli affezionati conoscono che mi ha convinto a dedicarle un post!
Prima di parlarvi della pizza per allontanarmi immediatamente dalle discussioni sul "è o non è la miglior pizzeria di Milano" vi posso dire che personalmente a me piace, come amo il fatto che non si possa prenotare, dividere il tavolo con degli sconosciuti (come accade nel 90% dei casi) non mi disturba, anzi lo trovo molto conviviale.


Come mi piace non poter metter in discussione le ricette del pizzaiolo e avere a che fare con dei camerieri che da anni sono li stessi, forse a prima impressione un po' burberi ma basta andare un paio di volte e si apprezzano anche loro.
Prima di mettermi a scrivere ho letto qualche decina di recensioni e molti trovano il locale ruspante, poco accogliente e si dicono infastiditi dalle tovagliette di carta e dalle code infinite. Dal mio punto di vista mangiare in una pizzeria immutata dal 1951 con un arredo originale ha un suo perché, soprattutto stare in un locale con una storia e una forte personalità mi appaga più che mangiare in un luogo anonimo. Per aggirare le code basta venire in pausa pranzo o la sera sul tardi o sul presto, diciamo che bisogna esser coraggiosi per provare tra le 20 e le 21,30... Riguardo alla tovaglietta di carta una sola domanda: ma veramente vi sembra il posto da tovaglia in tessuto?! Insomma questo è il classico posto che o si ama o si odia e io faccio parte dei suoi estimatori, mi sembra piuttosto evidente ;)


Ma torniamo alle cose importanti, ovvero la pizza! La Maradona è la signora delle pizze qui dentro: doppia mozzarella e doppio pomodoro, a detta dei camerieri come la mangiano loro a Napoli! Il pomodoro è molto dolce e la mozzarella è filantissima, non facile da mangiare senza macchiarvi ma se vi mettete il tovagliolo davanti questo non è certo il posto in cui verrete criticati. Per riuscire a cuocere la base della pizza con tutta questa abbondanza di pomodoro e mozzarella i bordi si bruciano un po' ma è un punto su cui si può sorvolare tranquillamente. Provatela e poi fatemi sapere! In alternativa i calzoni possono darvi grandi soddisfazioni ma di questo vi parlerò un'altra volta...

Sua maestà la pizza Maradona!

La Sibilla - Pizzeria
Via Mercato 14, Milano (Brera)
Tel. 02 3966 3561
12.00-14.30 19-24.00 Chiuso il lunedì
10-15 €

martedì 27 maggio 2014

Come preparare dei fantastici nachos per guardare i Mondiali?

A poche settimane dai Mondiali di calcio 2014 una ricetta del genere mi sembrava più che doverosa! Basta meno di un minuto per preparare dei gustosi nachos da mangiare con gli amici sul divano davanti a una partita o anche a un bel film.
E' un piatto facilissimo, perfetto per quando arrivano tante persone per guardare la partita e non si ha né tempo né voglia di cucinare. Non serve esser dei grandi chef, non servono posate e sono buoni da leccarsi le dita!


Per 4 pers:
  • una manciata di nachos
  • 80-100 g di formaggio fondente tipo Emmental o simile
  • peperoncini jalapenos sottaceto a piacere
  • una presa di paprika
Grattugiate il formaggio con una grattugia da carote (esiste anche già grattugiato a voi la scelta!). 
Mettete i nachos su un piatto resistente al microonde e cospargeteli con il formaggio, fate fondere il formaggio mettendo il piatto nel microonde a 600 watt per 50 secondi.
Distribuite la paprika e i jalapenos a piacere. Non resta che accompagnare il tutto con una birra ghiacciata!

Se non disponete di un microonde potete usare un forno tradizionale a 180°C per una decina di minuti, controllando di tanto in tanto che il formaggio fonda e non bruci.

mercoledì 7 maggio 2014

London tips: bere il tè in un vivaio di Little Venice - Clifton Nurseries

Lontano dalle parti più turistiche nella parte nord di Londra c'è il quartiere perfetto per i brunch e i tè, il tutto lontano dalla folla e dalle orde di turisti che imperversano per città.
E' una zona lungo i canali con mille caffè e house boat, molto amata dagli inglesi (ebbene si esistono anche a Londra ma si nascondono!). Per i brunch sul vicino canale c'è l'imbarazzo della scelta, mentre per l'ora del tè il posto più carino, segreto e inaspettato è questo piccolo vivaio nascosto tra dei vecchi palazzi in muratura.
E' l'esatta antitesi dei tea time formali stile Fortnum & Mason e a modo suo trovo sia molto più speciale.


Si entra da un cancello tra due case che non si nota quasi e la sorpresa è immediata. Un vivaio specializzato in vasetti di piantine erbacee che solo in Inghilterra riescono a coltivare, c'è l'imbarazzo della scelta! Nella serra dove un tempo erano tenute le piante tropicali ora sorge un caffè very british con piccoli piatti e una selezione infinita di torte, tortine, biscotti. Ovviamente tè e infusi la fanno da padrone.


E' un posto semplice e gioviale, molte persone di tutte le età scelgono di fare qui il loro compleanno, come dimostra anche la foto sotto :) Se guardate bene sulla sinistra c'è un signore con tanto di cappellino pronto per festeggiare! Le torte più interessanti, a detta mia e di chi ha provato questo caffè, sono: carrot cake, le diverse torte alle mele, con cui non si sbaglia mai, e i bownies. Molti dolci cambiano di volta in volta quindi fatevi guidare dall'istinto o dalla gola e sono certa che non vi sbaglierete!


Clifton Nurseries
5a, Clifton Villas
London W9 2PH

giovedì 10 aprile 2014

Come si taglia il mango?!

Come si taglia il mango? Suona come una domanda stupida ma non è affatto intuitivo tagliare il mango senza sporcarsi o rovinarlo! Di modi ne esistono almeno 4 ma vi suggerisco il seguente che è decisamente il mio preferito.
Prima di tagliate il mago come qualunque altro frutto bisogna sapere che ha un nocciolone durissimo al suo interno e non c'è coltello che tenga! Non c'è verso di dividerlo a metà, provare per credere!
Quindi per isolare la polpa del mango non c'è altro modo di tagliare con un coltello i due "filetti" ai lati del nocciolo.


Mettete il mango in piedi con il lato più sottile verso di voi e immaginate mentalmente di dividerlo in terzi. Non resta che separare i terzi, i due laterali sono i filetti e quello centrale il nocciolo.
Se volete potete decidere di sbucciare le parti ottenute dal frutto, in alternativa incidete i due filetti, con ancora la buccia, intagliando prima in un senso poi nell'altro fino a creare dei quadrati o delle losanghe. Cercate di mantenere integra la buccia. Non resta che applicare una leggera pressione sulla buccia con entrambe le mani per riuscire a spingere all'esterno la polpa.
Il mango è pronto per esser mangiato!

venerdì 28 marzo 2014

Venerdì pesce! Sarde in "saor" vs alici in "saor"

Venerdì pesce! Una volta suonava quasi come una minaccia, ora non c'è nulla di più buono. La scusa per un sushi o per preparare un piatto che può durare tutto il week-end.
Ho cercato le sarde per questa preparazione ma è stato come cercare un ago in un pagliaio e poi ho pensato che la ricetta si adatta benissimo a qualunque pesce bianco "povero" quindi delle alici già pulite sono il perfetto sostituto!


Per 4 pers:

  • 600-700 g di alici o sarde pulite
  • 500 g di cipolle bianche o dorate
  • 2 cucchiai di pinoli
  • 2 cucchiai d'uva passa
  • 4-5 cucchiai di farina
  • 250 ml d'aceto di vino bianco
  • 2 cucchiai di zucchero (la quantità può variare in base ai propri gusti)
  • 2 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
  • olio per friggere
Mettete l'uva passa in una tazza con dell'acqua tiepida per ammorbidirla.
Sciacquate le alici o le sarde, controllate non abbiano lische e asciugatele appiattendo i due filetti. Infarinatele e friggetele fino a quando saranno dorate. Il mio suggerimento è utilizzare l'olio ben caldo e non friggere troppi pesci per volta. Terminato di friggere mettete le alici sulla carta da cucina per asciugarle dall'olio in eccesso e salate leggermente.
Tagliate finemente le cipolle e fatele rosolare con l'olio senza bruciarle a fuoco dolce, dovranno diventare trasparenti e perder la loro consistenza. Ci vorranno 10-15 min circa, quando le cipolle saranno pronte aggiungete l'aceto e lo zucchero, alzate la fiamma e attendete che il liquido evapori, quindi lasciate riposare a fuoco spento.
In una pirofila alternate uno strato di alici o sarde fritte, uno di cipolle e un po' di pinoli e uvette ammorbidite, procedete così fino a colmare la pirofila. Coprite tutto con una pellicola trasparente e fate insaporire in frigo per almeno 7-8 ore, meglio se una giornata intera.

martedì 18 marzo 2014

Fish Bar de Milan: Lobster roll e molto altro, firmati da Eugenio Boer!

Metti un pranzo tra amici che hanno poca voglia di lavorare e un ristorantino che incuriosisce da parecchio tempo anche se appena aperto... Il mix è perfetto! Ecco il mio primo assaggio del Fish Bar de Milan. Continuavo a passarci davanti di sera e a vederlo pieno, con tutte facce sorridenti, poi ho iniziato a leggerne qua e là e finalmente è arrivato il mio turno!
Ci siamo seduti a uno dei tanti tavolini in legno marrone e turchese, ognuno diverso dall'altro, già questo piccolo dettaglio nella sua semplicità ha incontrato in pieno il mio gusto. Poi un menù simpatico, decorato con dei pesci, scritto in modo chiaro e spiegato nel dettaglio dai ragazzi che ci lavorano. Ero venuta per provare il lobster roll ma mi sono fatta tentare da un sacco di piccole delizie impreviste. Andare a pranzo con gli amici ha i suoi vantaggi: si può assaggiare, dividere e mischiare di tutto e di più!


Quindi senza girarci troppo attorno vi dirò cosa ho assaggiato e cosa vi consiglio.
Il Ceviche di branzino è diverso da tutti quelli che ho provato in passato, non c'è traccia della cipolla a fette e del "latte di tigre" peruviano ma il risultato è splendido e molto più delicato. Ciascuno intinge le fettine di pesce a piacimento nella salsa per calibrarne il sapore acidulo e può aggiungere delle scaglie di sale.
Poi è arrivata la zuppa! La zuppa! E che zuppa! Una Thai fish soup che mi ha sorpresa: un chiaro influsso orientale, i sapori sono amalgamati alla perfezione ma chiaramente riconoscibili (curry, latte di cocco, lime). Si presenta con cubetti di salmone teriyaki e noodles, la porzione è molto abbondante, per la pausa pranzo è il piatto che mi sentirei di consigliare.

Una saletta laterale per pranzare con gli amici
Il motivo per cui sono approdata qui sono i panini a base di pesce, entrambi mi hanno appagata. Se siete abituati ai lobster roll classici americani, questo è più raffinato, l'astice è sminuzzato e condito. E' molto meno complicato da mangiare, la consistenza è diversa ma il sapore è quello, e la vostra maglietta sono sicura che ringrazierà!
Per il Fishburger non avevo termini di paragone o aspettative e devo dire che il cameriere l'ha giustamente decantato! Mi riservo di lasciare a voi il giudizio nel dettaglio, dopo averlo provato fatemi sapere! Per ingolosirvi la foto è sotto...

Fishburger de Milan, il panino segreto!
Non sopraffatti dall'immensa quantità di cibo non potevamo esimerci dall'assaggiare anche la Cheese Cake in puro stile Newyorkese con tanto di base bella salata e un tocco di passion fruit che la rende veramente golosa.
Il locale è molto carino, pulito, informale e ci si sente subito a proprio agio, sono certa che molti di voi lo apprezzeranno. Tornerò sicuramente, sono curiosissima di provare ancora qualche piatto: il sauté di vongole e funghi Shitake, i Mondeghili di mare e il Taco di pesce. Era facile immaginarlo ma la cucina di Eugenio Boer non delude!

Ceviche di branzino, Thai fish soup, Lobster Roll e Cheese Cake
Via Montebello 7, Brera, Milano
02.62087748
Menu mezzogiorno 15-17€
A' la carte 20-35 € (Fishburger 14€, Lobster Roll 19€, Zuppe 14€, Dolci 5€) 

mercoledì 12 marzo 2014

Preparare un'appetitosa insalata di puntarelle in un secondo!

Guidata da una voglia di cibo fresco e colore eccomi alle prese con l'insalata di puntarelle!
Le più classiche puntarelle alla romana sono condite con acciughe intere, olio e aceto, ma io le preferisco con la pasta d'acciughe, che si amalgama meglio con olio e aceto, e un battuto di capperi. Nulla di trascendentale un piccolo tocco per impreziosire o personalizzare una ricetta ipertradizionale in pochi attimi.


Per 2 pers:

  • 250 g di puntarelle (al mercato sono in cespi meravigliosi ma se siete di corsa nei supermercati si trovano lavate e tagliate)
  • 1/2 cucchiaio di pasta d'acciughe o acciughe sottolio
  • 1 cucchiaio di capperi sottosale sciacquati
  • 2 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
  • 1 cucchiaio d'aceto di vino bianco
Tagliate le puntarelle per il lungo, lavatele e asciugatele. Preparate la salsa in una ciotolina a parte, mettendo la pasta d'acciughe, versate l'aceto e con una forchetta mischiate fino ad avere un liquido del colore della pasta delle acciughe senza alcun grumo. Unite l'olio ed emulsionate con la forchetta fino a creare una salsa in cui l'olio non sarà separato dal resto. Condite le puntarelle mischiandole in abbondanza perché è noto che i condimenti vanno sempre sul fondo e in questo caso sarebbe un vero spreco!
Con un coltello sminuzzate i capperi e spargeteli sopra l'insalata di puntarelle.
Tra acciughe e capperi vi assicuro che aggiungere il sale è assolutamente superfluo, anzi ricordate di sciacquare molto bene i capperi!

mercoledì 5 marzo 2014

Zuppa di porri, granchio e zenzero per combattere il raffreddore

Arriva il bel tempo e per l'emozione mi faccio cogliere dal raffreddore...
Per fortuna zuppe calde e zenzero sono antichi rimedi contro il raffreddore, quindi una zuppa calda che contenga anche lo zenzero è una soluzione imbattibile!
Per trovare una zuppa di questo tipo ho dovuto rispolverare le mie nozioni di cucina asiatica dove zuppa e zenzero sono due parole spesso legate nella stessa frase. Così ho ottenuto una zuppa fumante pronta per guarire tutti i raffreddati. 


Per 4 pers:
  • 2 porri
  • 2 carote
  • 8 chele di granchio precotte sugelate
  • 1,5 litri di brodo di verdure ( o acqua + dado di verdure)
  • 2-3 cm di zenzero fresco grattugiato
  • 1 cucchiaio d'olio d'oliva
Spelate le carote e tagliale a rondelle sottili, quindi tagliate nello stesso modo anche il porro.
Preparate una pentola capiente con un filo d'olio e saltate le verdure facendo attenzione a non bruciarle, quando cominciano ad appassire versate il brodo e cuocete a fuoco medio per 10 minuti.
Intanto immergete in acqua bollente le chele di granchio per qualche minuto e appena sono sgelate, passatele sotto l'acqua fredda per riuscire a maneggiarle. Cercate di rimuovere la polpa aiutandovi con uno stecchino, quando l'avrete estratta tutta mettetela direttamente nella zuppa e continuate a cottura per altri 8-10 minuti fino a quando la polpa si sarà amalgamata con la zuppa e le verdure saranno ben cotte. Servite subito ancora fumante, sentirete subito i benefici!

martedì 11 febbraio 2014

Buttercream cupcakes per un delizioso San Valentino!

San Valentino è alle porte e un'idea simpatica da realizzare sono delle deliziose cupcakes a tema. Secondo gli americani non c'è bisogno di esser fidanzati per fare queste cose, una cupcake può rappresentare un piccolo dono d'amicizia o semplicemente d'apprezzamento. Perché non prepararne un vassoio intero da offrire in ufficio per una pausa caffè più conviviale o usarle per un tè tra amici?
Non ci sono scuse per non mangiarsi un dolcetto a San Valentino!

Cupcakes di San Valentino
La ricetta di base la conoscete già, l'ho usata più e più volte, è senza burro nell'impasto, visto che nel frosting ce n'è già a sufficienza!! Per la ricetta delle cupcakes cliccate qui.

Al link sopra troverete il procedimento per preparare l'impasto di 12 cupcakes senza burro. Per San Valentino ho seguito lo stesso procedimento ma ho tinto con 3 cucchiaini di colorante alimentare rosso l'impasto per un divertente contrasto tra una glassa bianca e la tortina rosa (una versione più girly dell'americanissima red velvet cake!).


Per la glassa per 12 cupcakes:
  • 300 g burro
  • 300 g di zucchero a velo
  • una manciata di zuccherini a cuore
  • un cucchiaio di zucchero lilla in cristalli
  • una sacca da pasticcere (meglio se monouso)
  • un beccuccio a stella
Spezzettate il burro in una ciotola e attendete che si ammorbidisca a temperatura ambiente. Sbattetelo con le fruste elettriche (si può fare anche con una frusta da pasticcere a mano ma è estremamente faticoso) fino a quando diventerà una specie di crema. A questo punto aggiungete poco alla volta lo zucchero a velo e quando avrete unito i due ingredienti aumentate la velocità delle fruste fino a creare una glassa morbida e vaporosa.
Mette il contenuto nella sacca da pasticcere con il beccuccio a stella e decorate come preferite vostre cupcakes. Se preferite tinger la glassa aggiungete i coloranti alimentari poco alla volta mentre usate le fruste in modo da tinger tutta la glassa uniformemente.

mercoledì 29 gennaio 2014

Mini tartare di salmone affumicato con crema di rafano e aneto

Una ricetta semplicissima, che non richiede nessuna particolare abilità in cucina, né una cottura è l'ideale per un aperitivo o un pranzo leggero. Basta assemblare il tutto e il successo è assicurato! Per creare qualcosa di buono in cucina non è fondamentale esser grandi chef! 


Per 1 pers:

  • 3-4 fette di salmone affumicato
  • 1/2 cucchiaino di crema di rafano o cren
  • 1 cucchiaino d'aneto tritato
  • qualche foglia d'insalata riccia
  • 1 cucchiaio di melograno sgranato
  • qualche crostino di pan carré
Sovrapponete le fette di salmone e tagliatele prima a listarelle poi a cubetti, se questi non vi sembrano abbastanza piccoli tagliateli ulteriormente. Passate il salmone in una ciotolina e mischiatelo all'aneto e al cren fino a condirlo uniformemente.
Preparate sul piatto un letto di foglie d'insalata riccia e spargete il melograno.
Mettete il salmone su un altro piatto per dargli la forma che preferite con le posate e trasportatelo con delicatezza al centro dell'insalata aiutandovi con una palettina.
Servite la tartare con dei crostini tiepidi.

*Se non trovate il cren potete sempre condire il salmone con un pizzico d'olio e limone oppure sostituire il limone con la senape.

martedì 14 gennaio 2014

Tsukiji Market: l'alba al mercato del pesce più grande del mondo

Quando la città sembra più calma c'è una parte di Tokyo che comincia a vivere: Tsukiji, il più grande mercato del pesce esistente al mondo. Una città nella città che da lavoro a più di 600.000 persone, con le sue leggi e le sue usanze, un luogo duro ma affascinante e pieno di energia. Il cuore pulsante di questo mercato è la parte interna dove alle 5 del mattino cominciano le aste dei tonni, mercanti e ristoratori accorrono per aggiudicarsi il pesce più prelibato. E quando si parla di tonno le cifre possono raggiungere anche il milione di dollari per un solo esemplare, i giapponesi farebbero qualunque cosa per un tonno eccezionale!

Non esser investiti da carretti e muletti è più complicato del previsto!
Tutto il pesce viene mosso nel mercato con dei muletti velocissimi che non si faranno troppi problemi a passarvi sopra (non è un modo di dire, sono centinaia e cattivissimi!), tenete gli occhi aperti e immergetevi nella vostra esplorazione del mercato. Subito dopo le aste dei tonni si comincia a sfilettare il pesce ancora surgelato e ogni pezzo ha una speciale lavorazione e un suo rivenditore, c'è perfino un banchetto che vende solo gli occhi... Alla prima impressione questa operazione può sembrare cruenta ma tutto viene fatto con massimo rispetto e riconoscenza verso il cibo, il tonno è quasi venerato, non ci sono sprechi e nell'aria non si sente il minimo odore di pesce.

Sfilettatura del tonno, nulla è sprecato!
Se volete potete seguire la filiera del tonno qualche scalino più a valle, basta andate qualche banco più il là, e acquistare dei pezzi di tonno più o meno grassi in base alla vostra preferenza (la ventresca cruda anche alle 7am merita) e irrorarli con della salsa di soia sul posto. Non fatevi ingannare, anche il banchetto che vi sembra più decadente ha delle misure igieniche elevatissime per cui mangiate tranquillamente quello che volete senza nessuna controindicazione, io l'ho fatto e lo rifarei. Ma se volete del sushi anche se sono le 8 am potete mettervi in coda nei tanti ristorantini nella parte esterna del mercato.

Selezione, pesa e vendita al dettaglio dei tranci di tonno migliori 
I più buoni si riconoscono immediatamente dalla coda smisurata che come minimo durerà 30 min, se siete pigri come me mangiate i pesci direttamente dal pescivendolo e dedicate quei 30 min a comprare strani ingredienti, coltelli (ve ne parlerò più in là), utensili vari, ciotoline e bacchette di ogni tipo a prezzi molto convenienti. Anche se non volete fare shopping gastronomico girate tra i banchetti, vedrete cose mai viste: pesci essiccati microscopici o immensi, ortaggi a me tuttora sconosciuti, ragazzi travestiti da granchi, poliziotti che guidano le maree di golosi e stranezze varie. Un paio d'ore trascorse a Tsukiji possono valere il viaggio stesso in Giappone!

Da sx: bottega di stoviglie, scaglie di tonno, carretti, abalone (delizia locale), chele smisurate di granchio, sushi bar.

Tutte le info al link qui sopra.