venerdì 27 febbraio 2015

Kintsugi: l'arte della riparazione e dell' imperfezione

Questo non è un post strettamente gastronomico ma sono convinta che potrà dare nuove idee e soluzioni a tutti gli appassionati di cucina.
Cucino ergo spesso mi capita di rompere dei piatti... Buttarli mi sembra un peccato oltre che un grandissimo spreco.
Nel tempo ho cercato d'aggiustare i piatti sbeccati o rotti cercando di mascherare le crepe, fino a scoprire l'antica arte giapponese del Kintsugi.
Il Kintsugi o Kintsukuroi è l'arte di riparare la ceramica (o romperla apposta per poi ripararla) con l'oro, per creare qualcosa di unico, ancor più bello nella sua imperfezione. L'utilizzo dell'oro rende questi oggetti ancor più preziosi e i disegni irregolari creati dalle crepe sono irripetibili. Dalla rottura può nascere bellezza.
Quest'arte è poi una vera e propria filosofia secondo cui le nostre imperfezioni e le cicatrici ci rendono unici, l'unicità è ciò che ci contraddistingue ed è parte del nostro fascino, senza cercare di imitare canoni estetici o modi di essere che non ci appartengono. 


Ora sto divagando, ma tornando alla mera riparazione degli oggetti che ci piacciono, online esistono mille kintsugi kit, dei cofanetti con colla e glitter dorato per sistemare i vostri piatti, al loro interno è disponibile anche un materiale con cui colmare le parti andate letteralmente in frantumi.
Non so ancora padroneggiare il kintsugi alla perfezione ma vi assicuro che la versione col glitter non è così complicata e il risultato finale è abbastanza soddisfacente.

lunedì 23 febbraio 2015

Cos'è il juicing e come funziona?

In America e Inghilterra è esplosa la juicing mania, la moda dei succhi freschi di verdura e frutta. 
Si tratta di succhi estratti a freddo che conservano tutte le proprietà benefiche dei vegetali, ideali per degli snack sani durante la giornata o dei veri periodi detox.
I succhi che cominciano a trovarsi sul mercato italiano sono incredibilmente cari, ma basta una centrifuga o un estrattore per prepararsi a casa dei succhi veramente salutari e gustosi.
Sui libri di juicing che ho letto è sempre evidenziato il fatto che con i succhi è possibile assumere le vitamine e i sali minerali di molti più frutti o verdure rispetto a quelli che assumeremmo in forma solida. Quindi è un ottimo modo per integrare nella propria dieta quotidiana delle sostanze fondamentali per l'organismo e un modo gradevole per tenersi idratati.
Non sono una nutrizionista ma vi assicuro che un buon succo è un ottimo modo per cominciare la giornata.


Per due bicchieri di succo detox:
  • 1 mela Fuji
  • 1/2 finocchio
  • qualche foglia di cavolo nero
  • radice di zenzero a piacimento
Tagliare la mela in quarti e il finocchio in pezzetti. Inserire gli ingredienti nella centrifuga o nell'estrattore.
Se preparate il succo con la centrifuga consumatelo subito, prima che gli ingredienti si ossidino, mentre se usate l'estrattore il succo durerà più a lungo, sarà possibile conservarlo in frigo per mezza giornata.

Non spaventatevi per il colore verde, è dato dal cavolo nero. Dà un buon sapore al succo che altrimenti sarebbe troppo dolce. Provatelo!

domenica 15 febbraio 2015

Andrea Berton a Identità Golose porta in scena la pasta "rigenerata"

Andrea Berton, uno degli chef più interessanti del panorama gastronomico italiano, all'undicesimo congresso d'Identità Golose presenta in due ricette il suo personale metodo di cottura della pasta.
Lo chef, cresciuto nelle cucine del Maestro Gualtiero Marchesi è un grande appassionato delle tecniche di cottura e degli elementi base della cucina, come il brodo, di cui ha fatto la sua firma, tanto da sviluppare un menu chiamato "A Tutto Brodo".
Per le sue creazioni utilizza una pasta secca monograno cotta per circa il 40% e abbattuta a -30°C con un filo d'olio. Successivamente è sufficiente rigenerarla in un sugo o un brodo, portando a termine la cottura.


I piatti presentati al congresso erano accomunati dalla presenza del porro e della pasta.
La prima ricetta è un rigatone ai frutti di mare, un'interpretazione singolare di un piatto a dire dello chef spesso maltrattato. La base del piatto è creata con una maionese di pesce e prezzemolo partendo da una riduzione di brodo di pesce e una salsa al prezzemolo, il tutto emulsionato con olio d'arachidi.
Le conchiglie (cozze, vongole e fasolari) sono aperte in tre pentole differenti d'acqua bollente e subito raffreddate nel ghiaccio e separate dal mollusco.
La pasta è rigenerata in brodo di pesce e olio direttamente in padella. Poi il piatto è assemblato unendo tutti gli elementi e terminato cospargendo ogni rigatone di polvere di porro, per dare un profumo di griglia.


La seconda ricetta sono delle conchiglie con liquirizia, germogli di lenticchia e porro in brodo.
Le conchiglie, come nella ricetta precedente sono surgelate, pronte da rigenerare.
La crema di liquirizia con cui sono riempite le conchiglie è creata con una base d'olio e latte di soia frullati fino alla giusta consistenza. Il brodo di porro, la particolarità del piatto, è ottenuto arrostendo il porro con olio, poi coperto con acqua e ghiaccio, cotto per un paio d'ore e decantato.
I germogli di lenticchia crescono nel ristorante, quando raggiungono le due settimane sono pronti da saltare con olio e sale. La pasta è fatta rinvenire nel brodo di porro, poi il piatto viene assemblato senza brodo e solo durante la presentazione finale è aggiunto.


Una curiosità legata alla pasta: Berton nella stagione dei pomodori prepara una salsa frullando i pomodori crudi e servendo questo semplice piatto di pasta dopo il dessert, come dire è sempre il momento di un piatto di pasta!

domenica 1 febbraio 2015

Guida gastronomica ai mercati di Kuala Lumpur e qualche consiglio

Kuala Lumpur è una città cosmopolita e modernissima ma a tratti si confonde con le altre città asiatiche, per scoprirne la vera anima è necessario visitare i mercati. I più divertenti, per chi ha una sola giornata di tempo tra uno scalo aereo e l'altro, sono China Town e Little India.
Come in tutte le metropoli che si rispettino c'è un vastissimo mercato cinese dove si possono trovare gadget e imitazioni di qualunque tipo ma visto che la fregatura è dietro l'angolo abbandonate le vie più centrali per passare nei vicoli secondari dove c'è il mercato e dove capire realmente la città.
Il mio unico suggerimento quando si gira per mercati è quello di usare scarpe chiuse perché non si sa con esattezza dove si dovrà camminare.

Le Petronas Towers, simbolo della città.
Il mercato di China Town è per stomaci forti: l'odore è molto intenso. La parte delle verdure è sempre la mia preferita, si vedono ortaggi e frutti a cui normalmente non siamo abituarti. La zona della carne e del pesce a volte, come in questo caso, può esser un po'impegnativa perché in occidente non siamo abituati a vedere il pesce o il pollo ucciso sul posto e insacchettato pronto all'uso... Il tutto accompagnato da qualche ratto che fa capolino cercando di rubare gli scarti. Se tutto questo non vi scoraggia, come in ogni mercato che si rispetti c'è una zona molto interessante di street food dove i malesiani, cinesi e qualche turista coraggioso mangiano gustose minestre e spiedini grigliati o fritti. Se decidete di assaggiare qualcosa controllate che il cibo sia cotto al momento o mantenuto ad alte temperature per evitarvi intossicazioni.


Little India a mio avviso è più interessante rispetto a China Town, ha una forte identità e più che di un mercato a cielo aperto si tratta di una serie di negozi e ristorantini pulitissimi. Appena arrivati sembra di esser catapultati a Mumbai, perché tutto è in stile indiano dalle costruzioni ai cartelli dei negozi. Qui si possono trovare dei tessuti meravigliosi e dei sari (abiti tradizionali indiani) coloratissimi e a prezzi contenuti. C'è un mercato dei fiori mozzafiato, dove abilissimi indiani preparano delle collane e ghirlande multicolore profumatissime. Questo è il quartiere giusto in cui mangiare qualcosa al volo la cucina è prevalentemente indiana ma non manca qualche declinazione fusion verso la cucina malesiana. Un buon curry di verdure o di pollo con riso e qualche samosa è tutto ciò che serve per riprender le energie e passare a setaccio tutti i piccoli supermarket della zona, ognuno vende prodotti diversi e saltarne anche uno solo sarebbe un vero peccato.


Se a questo punto siete letteralmente bolliti dal caldo umido vi suggerisco di andare a riprender fiato all'Acquario di Kuala Lumpur, è meraviglioso, poco costoso e c'è aria condizionata in quantità. Per finire il tour dei mercati il massimo è regalarsi per l'equivalente di pochi euro un massaggio ai piedi in uno dei mille centri di riflessologia che troverete lungo la strada, è un'usanza locale che sono certa apprezzerete dopo una lunga giornata.