giovedì 28 maggio 2015

Buffalo wings piccantissime spiegate passo a passo

Ora che ho cominciato con le ricette piccanti sarà difficile fermarmi... Metterei peperoncino ovunque, il cioccolato al chilly mi incanta e un sugo al pomodoro senza peperoncino mi intristisce.
Le Buffalo wings sono quelle cose a cui non riesco a resistere, felice e contenta le mangio sporcandomi irrimediabilmente tutta la faccia. Pensavo e che fossero estremamente complicate da preparare ma mi sbagliavo di grosso. Sono anche un piatto furbo da preparare quando ci sono tanti amici perché si possono scaldare in un attimo. Il massimo è servirle con un Margarita o una birra gelata.
Oltre alla ricetta qui sotto troverete sulla pagina Fb e cliccando qui affianco la ricetta video spiegata passo a passo che ho realizzato per DeabyDay così da levare ogni dubbio sui passaggi che possono risultare ostici o poco chiari ma che in realtà semplici.


Per 4 pers:
  • 800 g di ali di pollo
  • 40 g di burro
  • 2-3 cucchiai salsa piccante ( Sriracha Hot Chilly Sauce, super super piccante un po'agliosa, la mia preferita)
  • crème fraiche
  • olio per friggere
Il primo passaggio è il più noioso, tutto il resto poi sarà semplicissimo. Con un coltellino bisogna dividere in 3 parti le ali, non è una questione di forza, bisogna capire dove incidere. Separata la prima ala le altre sono uno scherzo.
Senza infarinare e senza aggiunta di altri ingredienti bisogna friggere le alette in olio bollente fino a quando saranno belle dorate, non abbiate paura a lasciarle un attimo in più a friggere. Attenzione che a volte la pelle scoppietta e può schizzare l'olio caldo. L'ideale è mantenere una certa distanza dalla pentola e usarne una con dei bordi alti.
Quindi preparate la salsa facendo sciogliere il burro e aggiungendo la salsa piccante, non deve cuocere ma solo amalgamarsi bene.
Cospargete le alette di salsa e fatele "asciugare" in forno per 10 min a 100°C. Se dovete prepararne tante friggetele anche qualche ora prima e al momento buono cospargetele di salsa e scaldatele nel forno.
Come salsa per semplificare uso della creme fraiche ma nel link del video trovate una deliziosa crema al gorgonzola che può esser una gustosa alternativa.

giovedì 21 maggio 2015

Polpette di melanzana vegan e salsa spicy

Osservavo il mio frigo e mi chiedevo cosa fare di una melanzana spaiata non più perfettamente soda ma ancora buona, così ho pensato alle polpette di melanzane vegane. Le melanzane sono veramente molto versatili e un ottimo sostituto della carne in molte preparazioni. Dalle cotolette di melanzane, che mi fanno impazzire, alle polpette o agli involtini.
Servono solo una melanzana, del pangrattato e dell'olio per friggere, sono perfette per un aperitivo o per secondo raddoppiando le dosi.
La ricetta è molto semplice ma come in ogni ricetta sono i dettagli che fanno la differenza. Ho cercato di spiegarla veramente passo a passo senza omettere nulla.


Per 10-12 polpettine:
  • 1 melanzana viola allungata di dimensione media
  • 2 cucchiai di pangrattato più un po' per la panatura
  • sale
  • olio per friggere
  • salsa piccante facoltativa
Scaldate il forno a 200°C e ricoprite una teglia con della carta da forno per evitare di sporcarla durante la cottura. Lavate la melanzana, eliminate l'estremità con il verde e fate qualche incisione sulla melanzana per favorire la cottura.
Mettetela in forno senza alcun condimento per 30 min circa, fino a quando avrà perso tutta la consistenza, a volte serve un pochino di più, dipende dalla melanzana...
Passatela sotto l'acqua fredda per raffreddarla rapidamente, serve qualche minuto. Se l'esterno è freddo l'interno può esser ancora caldo, fate attenzione.
Spelate la melanzana e strizzate la polpa in modo da eliminare quasi tutta l'acqua, meglio la strizzate meno pangrattato servirà per le polpette.
Frullate la polpa e aggiungete il pangrattato e un pizzico di sale. Il pangrattato serve per dare un po'di consistenza alle melanzane, per riuscire a farne delle palline, aggiungetelo gradualmente. A questo punto si possono aggiungere anche delle erbe o delle spezie, sta a voi.
Una volta fatte delle palline con circa un cucchiaio d'impasto ciascuna passatele nel pangrattato avanzato per avere una leggera panatura esterna.
Scaldate l'olio e friggete le polpette fino a quando saranno dorate. Servitele calde o fredde indifferentemente con un po' di salsa piccante.

martedì 12 maggio 2015

I miei 5 ristoranti preferiti dove mangiare Dim Sum a Milano

Ora che avete la ricetta giusta per i Dim Sum, tutti gli accorgimenti del caso, spero vi sia venuta voglia di assaggiarli e magari non avete tempo di cucinarli.
Ecco a questo proposito una mia personale selezione di posti certificati dalla sottoscritta in cui non resterete assolutamente delusi. Partiamo dai più raffinati per arrivare ai più caserecci, ce n'è per tutti i gusti! In comune hanno il fatto che i ravioli sono preparati al momento e sono i miei locali del cuore quando si parla anche di cucina cinese in senso più ampio.

Dim Sum Ph Matteo Barro
DIM SUM: Senza dubbio il tempio milanese del Dim Sum, lo dice anche il nome... La cucina è a vista e vi consiglio di soffermarvi qualche istante a osservare le mani esperte dei cuochi che preparano un'infinità di ravioli diversi e le mille vaporiere in cottura. E' veramente affascinante. Nel menu ci sono più di 15 varianti di Dim Sum, quindi è d'obbligo concentrarsi su una degustazione ben fatta: al vapore, alla griglia, fritti e in tutte le loro forme. Sono una gioia per gli occhi e per il palato. Il resto del menu è altrettanto interessante. L'ambiente è molto diverso dai soliti ristoranti cinesi a cui siamo abituati, è moderno e elegante, degno di una grande metropoli asiatica.
DIM SUM Via Nino Bixio 29 Tel 02.29522821

BON WEI: Lacche rosse e cucina cinese d'alto livello. La selezione dei ravioli ricopre i classici e sono fatti con grande precisione e maestria. Questo è il posto giusto anche per l'anatra alla Pechinese e per sorseggiare il tè. Controllate il calendario delle serate a tema e delle ricorrenze, ci sono menù a prezzo fisso veramente interessanti! La tradizione e la ricerca si uniscono in una cucina classica ma con tocchi contemporanei.
BON WEI Via Castelvetro, 16/18 Tel 02.341308

Dim Sum Ph Matteo Barro
DOU ASIAN PASSION: All'ingresso del locale vedrete preparare tutti i ravioli al momento, All'interno arredi moderni, luci soffuse e un'ottima varietà di Dim Sum creativi. Da provare quelli al maiale e tartufo nero, pollo e curry gialli, carne e cima di rapa, oltre alle proposte del giorno. Fatevi guidare dai camerieri in un percorso di Dim Sum ben ideato e non ve ne pentirete!
DOU ASIAN PASSION Piazza Napoli 25 Tel 02.49636318

LON FON Qui la porzione base è da sei pezzi e i Dim Sum di carne alla griglia sono il must. L'ambiente è molto amichevole e pulito. Rita, la padrona del locale vi ricorderà di aggiungere un poco d'aceto alla salsa di soia per gustarli al meglio. Ottime anche le verdure "senza cuore" saltate con un pizzico di zenzero. Qui potete ordinare anche l'anatra pechinese ma va prenotata per tempo.
LON FON Via Lazzaretto, 10 Tel 02.940 5153
Dim Sum Ph Matteo Barro
LO'S: Il legame con questo posto è quasi affettivo direi, mi sono nutrita qui per buona parte dell'università e quando il frigo langue è una delle migliori scelte rapporto qualità prezzo.
E' un posto estremamente alla mano. Cercate di superare le apparenze e mi ringrazierete. Qui i Dim Sum sono caserecci e gustosi. Evitate le ore di punta e fate take away, ordiate al telefono per non dover rimanere in coda troppo a lungo. Il maiale in agrodolce che fanno qui è il mio preferito e anche gli gnocchi di riso meritano.
LO'S Via Mercato 14 Tel 02 8646 0944

mercoledì 6 maggio 2015

Il Mercato del Duomo, il nuovo tempio delle golosità milanesi: perché andarci e cosa assaggiare.

Era tempo che Milano aspettava un posto del genere e in concomitanza con l'apertura di Expo ha aperto i battenti il Mercato del Duomo.
Sono stata all'anteprima per capire e carpire i segreti di questo luogo incredibile. Le basi ci sono tutte: una location storica nel cuore pulsante di Milano, un genio dell'architettura contemporanea, un colosso dell'alimentare, un'università del gusto, tanta ricerca e molti cervelli brillanti.
Parafrasando una superficie di 5000 m di solo cibo e affini, ideata dall'architetto Michele De Lucchi e il mix di Autogrill, Compagnia Alimentare e l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
Varcata la soglia ci si trova in un cortile milanese coperto, essenziale e raffinato, con delle scale mobili che portano al cuore dell'edificio, girando attorno all'imponente scultura bronzea di Adam Lowe. Già solo la scultura vale la visita, credetemi. Si tratta di un ulivo di quattrocento anni riprodotto fedelmente con uno stampo, simboleggia la nostra cultura mediterranea e spinge i visitatori dalle radici alle fronde nella scoperta del Mercato del Duomo.


Al primo piano, il mio preferito (se anche voi amate cucinare capirete perché), si trova una sorta di mercato al coperto che raggruppa tra i suoi banchi delle eccellenze artigianali gastronomiche veramente degne di nota. Il banco della Frutta porta il nome di Abbascià (che più e più volte mi ha salvato negli shooting fotografici trovandomi l'ingrediente impossibile!), la panetteria è quella di Grazioli di Legnano che non credo necessiti di alcuna presentazione (impareggiabile il pane di Carlo Alberto con le noci e le acciughe del Cantabrico!), il banco macelleria e salumeria sono della storica macelleria Gavazza di Asti, famosa per i buoi piemontesi (provate la salsiccia di manzo cruda e mi ringrazierete). Il banco dei formaggi vede affiancate La Casearia Carpenedo con Sogni di Latte per poter offrire il meglio dei latticini da nord a sud (assaggiate l'Ubriaco d'amore, fidatevi del nome). Per terminare la gastronomia piemontese Falcone riconosciuta come "eccellenza Artigiana" e le torte biologiche di C'era una torta.
I personaggi di questi banchi fanno la differenza, parlare con loro è il vero plus di questo posto. Scoprite i metodi di produzione, gli ingredienti e le tradizioni, chiedete qualche consiglio e assaggiate i prodotti guidati da loro, solo così potrete apprezzare pienamente tutto ciò che c'è dietro a quello che vi sembra solo un prodotto.


Sempre al primo piano c'è la "chicca" del Mercato: L'Ovo bar! Un bar che serve uova in tutte le loro declinazioni, dal dolce al salato, dalla prima colazione alla sera, con uova fresche allevate a terra dall'azienda Agricola Bargero.
Salendo al secondo piano si entra nella vera e propria parte della ristorazione con ristoranti tematici creati per esaltare al meglio le materie prime: l'angolo dei cibi di strada, la pasta fresca, la frutta e l'immancabile forno e wine bar.
Al terzo piano aprirà il ristorante laboratorio di Niko Romito, che mi incuriosisce non poco, ma serve ancora un po'di pazienza. Per finire degnamente il tour del Mercato e per avere una visuale mozzafiato sul Duomo è possibile accedere direttamente dal primo piano del Mercato alla Terrazza Aperol.
Le cose da vedere e scoprire sono tantissime, il mio consiglio è andateci e fatevi guidare negli assaggi dai maestri del gusto e ditemi che ve ne pare.

Mercato del Duomo
Aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 22.00