giovedì 24 novembre 2016

Come preparare le tortillas in casa nel modo più semplice?

Con farina, olio, acqua e sale in un attimo potete preparare delle tortillas spettacolari, che faranno impallidire quelle del supermercato. Tanto la farina in casa c'è sempre come l'olio e il sale. Ci mettete di più ad andarle a comprare che a realizzarle! 
Le potete usare per tutti i vostri piatti messicani ma anche se vi dovessero mancare le piadine o il pane, queste tortillas sono delle degne sostitute. 
Questa ricetta è il seguito della precedente ma nulla vieta, anzi, di riempire le tortillas a vostro piacimento!


Per 6 tortillas:
  • 250g di farina 00
  • 100 ml d'acqua
  • 50 ml d'olio d'oliva o di semi
  • 5g di sale fino
Preparate una ciotola capiente e versate tutti gli ingredienti insieme, in una prima fase mischiateli con una forchetta, quando l'impasto inizia a prender forma impastatelo a mano per qualche minuto. Se la ciotola lo permette potete impastare anche dentro la ciotola con una sola mano vista l'esigua quantità di pasta. Quando vi sembrerà bella elastica, create una palla e avvolgetela con la pellicola o nella carta d'alluminio. Fate riposare per un 20 minuti circa.
Lavorate un attimo l'impasto, lo percepirete leggermente più umido. A questo punto dividete la pasta in sei palline uguali. Spargete un leggero velo di farina sul piano di lavoro e con l'aiuto di un mattarello stendete la pasta cercando di ottenere dei cerchi di circa 15cm di diametro, dopo la prima tortilla sarete molto più veloci a stender l'impasto.
Scaldate una pentola antiaderente e quando sarà bella rovente mettete a cuocere una tortilla. Il tempo di cottura varia ma almeno un minuto abbondante per lato serve sempre. Se l'impasto è ben fatto vedrete che poco alla volta si gonfierà (la prima tortilla ha sempre qualche problema ma le altre si gonfieranno, statene certi!). Se si gonfia avrete la certezza che dentro si sta cuocendo alla perfezione. Quando entrambi i lati sono coloriti deponete la tortilla su un piatto e procedete con le altre. Poco a poco quella sul piatto si sgonfierà prendendo l'aspetto di tortilla vera e propria.

domenica 20 novembre 2016

Tortillas vegetariane con zucca, feta, melograno e salsa spicy

Cercare di cucinare con gli ingredienti di stagione è sempre l'idea migliore. Se a questo si decide di unire i trend gastronomici del momento si è a cavallo!
Non so se avete notato ma è esplosa la Messico-mania o almeno a Milano è arrivato questo strano fenomeno. Se fino a qualche anno fa la cucina messicana era vista non troppo bene e la qualità era scarsa, ora il popolo dei foodies ha decretato esser estremamente cool magiare tacos e burritos. Meglio così perché replicare a casa queste ricette è semplicissimo. Se potete state alla larga dai kit messicani da supermercato e provate a cucinarvi tutto in casa.
Se siete di corsa potete usare delle tortillas pronte (tranquilli nella prossima ricetta realizzeremo insieme le tortillas fatte in casa) ormai ne esistono moltissimi tipi e si trovano quasi ovunque.

Per 2 persone:
  • 4 tortillas
  • 1/2 zucca mantovana (500g circa)
  • 1 melograno maturo
  • 250 g di feta o di qualunque altro formaggio vi piaccia
  • panna acida facoltativa
  • coriandolo facoltativo
  • salsa piccante facoltativo (io amo molto la sriracha)
  • 1 lime facoltativo

Tagliate la zucca a fette e cuocetela in fono a 180°C per circa 30 minuti fino a quando è morbida, ovviamente più sottile la tagliate prima cuoce. Non impazzite a rimuover la buccia, non appena la zucca sarà cotta si riuscirà comodamente a staccare.
Mentre la zucca è in forno, sgranate il melograno (sto preparando un tutorial anche su questo argomento ostico) o se siete pigri prendetelo già pronto, non c'è differenza.
Sbriciolate la feta con le mani, il risultato è più accattivante e naturale rispetto ad avere dei cubetti nel piatto. Dividete tutti gli ingredienti in diverse ciotoline. Tritate il coriandolo ma tenete presente che in Italia non piace a tutti. Tagliate il lime in due. Poco prima di portare in tavola scaldate le tortillas così saranno belle calde. Semplicemente mettete in tavola gli elementi e lasciate ai vostri amici il divertimento di assemblare il tutto.
Spesso uso un pochino di panna acida perché rende più cremoso al palato il piatto. Una spruzzata di lime e un po'di salsa piccante danno più autenticità al sapore.
Questa più che una ricetta è un suggerimento di abbinamento, potete sostituire con tutti gli elementi che desiderate o semplicemente potete aggiungere altre delizie per rendere il piatto più ricco, liberate la fantasia.

lunedì 14 novembre 2016

Toys for chef: come scegliere i coltelli più adatti per cucinare

Mi rendo conto che a molti la scelta dei coltelli sembrerà un argomento strano per un blog di cucina, considerate che la preparazione prima della cottura di un piatto determina per almeno metà la riuscita dello stesso.
Il taglio degli ingredienti è una componente importantissima, quindi scegliere gli utensili adatti è fondamentale se volete migliorare le vostre prestazioni in cucina.
Non serve avere mille coltelli nei cassetti, basta scegliere quelli giusti per voi.
Le differenze sono determinate dalla funzione, dal materiale, dal prezzo.
Partiamo dal più punto più semplice il prezzo: un set completo di coltelli da chef non vi renderà uno chef stellato ma come un coltello economico e senza lama vi renderà la vita molto più complicata. Cercate il giusto compromesso tra prezzo e qualità che fa al caso vostro. Ribadisco che bastano tre coltelli per semplificarvi la vita e non dovrete più acquistarne per almeno un ventennio.
Di materiali ce ne sono in abbondanza e continueranno a essercene di nuovi. I più comuni sono acciaio e ceramica. Consiglio sempre quelli d'acciaio rispetto alla ceramica perché hanno vita più lunga. Il coltello di ceramica è magnifico fino a quando non vi cade e si spezza metà o come ho visto fare a scuola di cucina s'incastra in qualche ingrediente duro per poi rompersi, col rischio di farsi male. Quindi può esser l'ideale nelle mandoline ma per i coltelli i metalli sono meglio. Inoltre affilare un coltello in metallo è molto più semplice.
Potete trovare anche l'acciaio damascato che è magnifico, per intendersi fa quell'effetto visivo mimetico ma si tratta di utensili un po'cari come le lame che arrivano da Toledo. Esiste anche il titanio ma i prezzi s'innalzano notevolmente. I coltelli asiatici sono in genere ottimi quelli giapponesi hanno la particolarità di avere la lama solo su un lato e il taglio risulta molto preciso anche se poi affilarli è complicato, serve una pietra speciale. Gli stessi artigiani che facevano le spade per i samurai oggi sono quelli che realizzano i coltelli per gli chef. 


Di tipi di coltelli ne esistono tantissimi, ma per un uso domestico basta uno piccolo tipo spelucchino e un santoku (i primi due che vedete nel disegno). Lo spelucchino serve per tutti gli ingredienti piccoli e il santoku è un coltello di derivazione giapponese che pur essendo abbastanza compatto va bene sia per verdure che carne e volendo pesce, è un jolly. Se cucinate spesso il pollo può esser utile una mannaia anche se le prime volte che si usa fa impressione. Fate grande attenzione al coltello per sfilettare il pesce perché la lama è molto flessibile e statisticamente è quello con cui ci si taglia più spesso. Il coltello per disossare può servire se vi avventurate nell'acquisto di un tacchino intero altrimenti si può evitare. Fondamentale è investire su una buona forbice di quelle che si possono smontare per lavare bene. L'unica lama seghettata che vi consiglio in cucina è quella per il pane, tutte le altre rovineranno gli ingredienti a cui state lavorando e se mai vi venisse in mente di tagliare la cipolla con il coltello seghettato preparatevi al doppio delle lacrime.
La manutenzione dei vostri utensili è un altro aspetto da evidenziare, affilate i coltelli spesso e non metteteli mai e poi mai in lavastoviglie. E ricordatevi che un bravo chef custodisce gelosamente i suoi utensili, ne ha grande cura e non li presta a nessuno per nessuna ragione.

mercoledì 9 novembre 2016

Saketeca Go, un angolo di Giappone vero a Milano

La Saketeca è uno dei posti che preferisco per fare due chiacchiere in tranquillità e massimo relax. E' un locale curato e sobrio dove la sostanza è la cosa fondamentale: ottimi sake, drink a base di sake e piccoli piatti preparati con maestria. Unite questo alla gentilezza del personale e al fatto che i cani sono benvenuti, avrete tutti gli ingredienti per renderlo uno dei posti che frequento di più.
Qualche tempo fa qui sorgeva il ristorante Nozomi, dello stesso proprietario, che ora si è ingrandito e spostato qualche via più in là in via Calvi e resta il mio ramen restaurant di riferimento.
Qui hanno creato un concetto simile alla nostra enoteca ma applicandolo al sake (bevanda alcolica giapponese ottenuta dal riso fermentato), ne troverete di tutti i tipi sia caldo che freddo, il più pregiato. E' possibile scegliere tra la bottiglia intera o il singolo bicchiere per poter spaziare tra i diversi sake. La lista dei cocktail tipicamente giapponesi è molto interessante, potete veramente trovare tutti quelli che assaporereste in un bar a Shibuya. Per chi è un po'più restio alle novità c'è anche una selezione di vini piccola ma ben impostata. 


La cosa che preferisco è la scelta del bicchiere per il sake, si può pescare da una scatola il preferito, l'indecisione è sempre grande, sono tutti bellissimi e diversi tra loro.
Se si vuole, ma non è obbligatorio, si possono assaggiare dei piatti tipo tapas giapponesi in abbinamento al sake (e strano ma vero nessuno vi starà col fiato sul collo appena finito il vostro drink). Non sono porzioni abbondanti quindi se si vuole anche cenare qui almeno due piattini sono da ordinare. Ogni piattino si aggira tra i 7-12€, sono ben congeniati e il menu varia spesso. I fritti sono sempre croccanti e tra i piatti giapponesi ne spunta qualcuno che strizza l'occhio alla cucina italiana.
Provate la Saketeca e sappiatemi dire. Consiglio di riservare perché il locale è piccolo e gli affezionati sono parecchi.

Photo credits Midori Hasuike
Viale Piave 5
Milano 20129
0276015120
Chiuso Martedì, amici a quattro zampe benvenuti

mercoledì 2 novembre 2016

Vienna: piccola guida per godersi al meglio la città in un week end

In ogni stagione Vienna è la città ideale per un week end all’insegna di cultura, buon cibo, shopping e relax.
In autunno Vienna risplende di luci e addobbi natalizi e sotto Natale sembra il paese delle favole.
E’ una delle città più semplici al mondo da girare, quasi tutte le attrazioni si concentrano all’interno del Ring, che delimita il cento e per buona parte è zona pedonale. Se volete viziarvi fate un giro in carrozza, tra le antiche vie immutate nel corso dei secoli, non è caro e ci si può rilassare.
Prima di fare i vostri programmi tenete a mente che la domenica è quasi tutto chiuso tranne i musei e qualche ristorante.


Non potete andare a Vienna senza vedere il museo di Sissi, anche se vi imbatterete in lei ovunque dai quadri, agli accendini e cioccolatini, il suo mito resta ed è ancora la sovrana indiscussa della città. Il suo museo è all’interno di una zona di Hofburg, il palazzo imperiale. In un’altra ala troverete la scuola di equitazione spagnola, dove addestrano da secoli i cavalli Lipiziani, gli spettacoli sono tutti i giorni nelle scuderie coperte. Assicuratevi di prenotare i biglietti per tempo.
Per quanto riguarda i musei c’è veramente l’imbarazzo della scelta: il Kunstthistorisches è molto vario e si passa dall'arte egizia a quella classica. Il museo del tesoro della corona Schatzkammer dove dicono sia conservata la corona di Carlo Magno. Il Mumok, appena fuori dal Ring nella zona dei musei espone arte contemporanea e molte installazioni interessanti. Per gli appassionati del genere anche il museo di Storia Naturale è qualcosa di speciale. Si potrebbe continuare l’elenco all’infinito ma credo che questi siano più che sufficienti.


Se volete sentirvi parte di Vienna dovete andare al caffè e quelli imprescindibili sono: Demel nonché il mio preferito (cliccate qui per leggere il post che gli ho dedicato), il Sacher dove hanno inventato la famosa torta anche se per me è troppo turistico e il Café Sperl luogo di ritrovo di tutti i letterati e gli intellettuali di un tempo. Il caffè del Burggarten è all’interno di una magnifica serra con palme e piante tropicali e con la neve l’effetto è estremamente contradditorio. Inoltre qui si trova la statua di Mozart con tanto di aiuola con chiave di violino. Ovviamente assaggiate la Sacher e chiedetela con la panna, nessun vero viennese ne farebbe mai a meno. Nei caffè preparano anche degli ottimi lunch con Wienerschnitzel, Gulash o zuppe varie. La cosa che amo di più è l’atmosfera che si respira tra tavolini di marmo e sedie di velluto. I ristoranti viennesi indicativamente servono gli stessi piatti dei caffè più altri a base di carne e di selvaggina, molto nutrienti e abbondanti.  Il bollito, la sella di capriolo o cervo, sempre la wienerschnitzel, quasi sempre si trova la trota e altri pesci d’acqua dolce. Immancabili i wurstel preparati in mille modi diversi. Patate e crauti accompagnano quasi ogni piatto. In questa città amo andare anche per birrerie, sono meno formali dei ristoranti ma si mangia altrettanto bene come al 7 Stern Braeu. La più famosa Wienerschnitzel la trovate da Figlmuller. In linea di massima i migliori ristoranti a basso tasso di turisti li trovate appena usciti dal Ring.


Nella zona del palazzo imperiale c’è l’imperdibile negozio Plankl, famoso per i loden e l’abbigliamento tirolese, è uno spettacolo, fateci un giro anche solo per curiosità. Li vicino vi imbatterete in mille piccoli antiquari e negozi di vetro. Nei week end il mercato delle pulci è divertente e il Naschmarkt, il mercato alimentare è molto allegro e colorato.
Vienna è anche sinonimo di musica e Mozart, se non volete pagare il biglietto per un concerto la miglior alternativa è andare a sentire la domenica mattina la messa cantata con musiche di Bach e Mozart all’Augustinerkirche. Spesso le chiese a Vienna sono il luogo di splendidi concerti grazie alla perfetta acustica che posseggono. Per una gita fuoriporta si può andare a Schonbrunn, la residenza estiva degli Asburgo e perdersi tra le mille stanze del palazzo e nei suoi incredibili giardini. Se desiderate un po'di campagna fate come i viennesi che si recano in piccole taverne tra le vigne a degustare il vino novello. Sono entrambi programmi che suggerisco se state in Austria almeno tre giorni. Per un week end toccata e fuga godetevi con calma la città.