mercoledì 24 maggio 2017

Cinque trattorie per gustare il meglio della Lomellina

A mezz'ora di macchina da Milano c'è un luogo che adoro e che è ormai casa: la Lomellina. Una zona che non è stata rovinata dal turismo, ricca di storia e paesaggi unici. Indicativamente è la zona attorno a Vigevano anche se in molti dicono che la capitale è giustamente Lomello. Si potrebbe aprire un blog solo su questa terra tra castelli, risaie e le sue meraviglie gastronomiche, ma mi accontento di portarvi con me a gustare il meglio che ha da offrire in cinque tappe.

L'Acqua Dolce di Mezzana Bigli, uno dei miei ristoranti del cuore. La cucina parte da ingredienti del territorio e stagionali. Il menù varia sempre e i piatti sono ideati con intelligenza e maestria. Il risultato sono piatti leggeri, gustosi, presentati in modo sublime. La vista è incantevole, l'osteria è accanto al Po e gode del panorama unico del ponte della Gerola. I risotti sono spettacolari. I pesci d'acqua dolce trovano sempre collocazione nel menu, per gli appassionati anche la degustazione di pesci di fiume. La frittura di rane e alborelle da primavera in poi è un must. La trota in tre versioni è più che consigliata. Con la bella stagione arrivano anche i gelati salati che completano gli antipasti da ristorante stellato. Se sono disponibili i gamberi di fiume è imperativo assaggiarli, sono una delizia. Nella lista dei vini c'è sempre qualche novità dell'Oltrepò o qualche chicca da degustare. Nel dubbio chiedete a Johnny che saprà come accontentare anche i palati più esigenti. La gentilezza, il servizio accurato e la ricerca sui piatti sono le costanti dell'Acqua Dolce.
Se poi volete fare una gita in barca chiedete di Claudio, il pescatore più famoso della zona che vi porterà sul fiume e vi trasmetterà il suo amor per questo luogo.
Chiusura il lunedì.

Da Romè a Casoni Borroni, menu a prezzo fisso e grande cordialità caratterizzano questo pezzo di storia. Non è il posto giusto se non avete grande appetito, è una trattoria vecchio stile, quelle di una volta che amo tanto. Le portate sono sempre le stesse. Salumi a volontà, roast beef, insalata russa, risotto, agnolotti, arrosti vari, faraona, quaglie, rane fritte, lumache in umido, frutta, gelato. Forse mi sono persa qualcosa data la vastità dell'offerta. Le gentilissime signore di Romè girano senza sosta tra un tavolo e l'altro offrendo ogni genere di prelibatezza e se rifiutate qualcosa un pochino si meravigliano. La chiusura settimanale è martedì e mercoledì, se volete avere speranza di trovare un tavolo prenotate con buon anticipo. Se non erro la sera il menu è sui 27€, a mezzogiorno ancora più conveniente.


Sull'argine del Po, a Isola Sant'Antonio trovate Manuela, cercate le insegne perché dalla strada non si nota. Originariamente era la baracca sul fiume di un vecchio pescatore, poi sistemata ed ingrandita, ora è un locale estremamente caldo e accogliente. E' il ristorante con il più bel carrello dei formaggi che abbia mai visto, parlo di più di cinquanta formaggi diversi, di cui neanche uno vagamente commerciale, qualcosa di incredibile, già questo vale il viaggio! Tutti gli ingredienti usati in cucina sono rigorosamente della zona e le ricette sono quelle tradizionali con piccoli tocchi moderni. Il menu cambia ma risotto, oca, lumache e pesci di fiume ci sono praticamente sempre. Anche la cantina merita una menzione e i proprietari sono molto preparati nel guidarvi nelle degustazioni. Chiuso il lunedì.

L'Acquamatta di Semiana è un mulino rimodernato con grande gusto. Il ristorante sfrutta la pala del mulino per produrre l'energia necessaria, cercando così di avere il minore impatto possibile sull'ambiente. La cucina è moderna e sempre attuale, anche qui gli ingredienti del territorio hanno grande rilevanza nel menu. Si cerca di stupire con piatti d'avanguardia e presentazioni creative. Rispetto agli altri ristoranti della zona è uno dei pochi che inserisce anche pesci e molluschi di mare. Il personale è molto disponibile, nella bella stagione c'è un bellissimo dehor.

Alla trattoria Guallina si viene per un'unica e fondamentale ragione: l'Oca. In questo locale storico l'oca è servita in tutti i modi possibili. Si parte dal salame d'oca, al petto d'oca, ai ravioli d'oca, alla coscia d'oca. Oltre a questo ingrediente onnipresente a seconda della stagioni fanno capolino nella carta anche gli asparagi di Cilavegna, le cipolle di Breme, lumache e rane. Ci sono amici dei miei genitori che vengono apposta da molto lontano ogni anno per gustare l'oca come solo qui la sanno preparare. Credetemi, ne vale la pena. La trattoria offre una ricca degustazione a 45€, controllate il menu a seconda delle stagioni per scoprire i piatti offerti. Martedì chiuso.

martedì 21 marzo 2017

Sette bar dove bere un ottimo caffè e leggere il giornale indisturbati

Caffè e giornale al bar sono una delle mie grandi passioni, direi quasi un rito del sabato mattina. Il caffè deve esser buono e servono dei bei tavoli dove sfogliare il giornale ancora ben piegato. Se poi il giornale è messo a disposizione dal bar ancora meglio! Condizioni indispensabili sono un ambiente rilassato, camerieri gentili e non assillanti. Ovviamente la selezione è dog friendly!

In pole position Fratelli Freni in Corso Venezia, oltre ad esser fornitissimo sui giornali, le loro brioches siciliane con la ricotta non hanno paragoni. Per il caffè si possono scegliere diverse miscele: puro arabica o misto. Fatevi prender per la gola anche dal coloratissimo marzapane lavorato e dipinto nella tradizione siciliana. Per chi non ama la caffeina la granita di mandorle è una degna sostituta. Insomma l'ideale per cominciare alla grande la giornata!

Gattullo non ha bisogno di grandi presentazioni. Forse il locale dove mi sento più coccolata anche se non riesco ad andarci quanto vorrei. Una vera istituzione milanese. La cosa migliore è portarsi il giornale e commentarlo al bancone con i simpatici camerieri e gli altri avventori mentre si mangia un cornetto ai mirtilli o una brioche integrale col ripieno di lamponi. Attenti al famoso scherzo della tazzina a cui ogni volta sono impreparata e che mi piace tantissimo!



Al Marotin di via Archimede secondo molte classifiche pare facciano il miglior cappuccio della città, la piccola pasticceria è ottima e ci sono giornali a volontà. Questo bar è molto amato da tutti i foodblogger milanesi perché i deliziosi tavolini in marmo e il pavimento decorato sono la cornice ideale per le foto. Cercate di andare sul presto perché è amato da molti e i posti a sedere sono pochi.

Riad Food Garden di viale Piave offre delle brioches alla crema burrose e fragranti e i croissant salati farciti sono da provare. L'ambiente è bianco e nero con tocchi etnici e belle piante. Sia le piante che alcuni complementi d'arredo sono in vendita. Le ragazze che ci lavorano sono di una gentilezza disarmante. I giornali sono attaccati al pratico bastone che non gli permette di spiegazzarsi, e la cosa mi piace assai. E' un buon indirizzo anche per un pranzetto veloce.

Se è la qualità del caffè e la cura con cui viene preparato che cercate Orsonero Coffee è una nuova apertura che merita una menzione. Il locale è luminosissimo e il caffè qui raggiunge la sua apoteosi. Si può scegliere tra diversi espressi monoringine o chiedere cappuccini con latte vegetale senza che nessuno storca il naso. I decori sul cappuccino sono a regola d'arte. Ultimamente sta cominciando ad esser conosciuto così leggere il giornale diventa un pochino più complicato ma è sempre un angolo felice della città.

Pause caffè, affianco a piazza Lima, con la sua tappezzeria anni settanta e pezzi di modernariato è il posto giusto per rilassarsi. Gli avventori sono "stilosi" e di tutte le età. Per qualche motivo questo bar attrae persone gentili o forse è perché si trovano bene qui che sono ben disposte. Spesso capita di scambiare due chiacchiere con il tavolo affianco. Il giornale c'è e i fiori sono sempre freschi e disposti in semplici composizioni di grande gusto. All'interno del locale ci sono anche delle selezioni di abiti e piccoli oggetti in vendita molto interessanti. Alla proprietaria piacciono pure i cani, meglio di così non si può!

Il Bar Leonardo è il salotto buono di via Vincenzo Monti, qui potete prendere il caffè assieme ad eleganti signore che tutte le mattine, cadesse il mondo, sono lì. Qui tutto ha un tocco molto chic, nulla è fuori posto e credo che cominciare la giornata in un bel posto faccia partire col piede giusto. Non so perché ma qui mi viene da ordinare il tè, sempre accompagnato da deliziosi biscottini. Se amate il salato anche le pizzette sono super.

Meritano una menzione speciale anche B caffè di San Maurilio, il Fioraio Bianchi e Sissi.

lunedì 6 marzo 2017

Week end a Parigi: tutti gli indirizzi giusti per viver la città da veri parigini

Erano secoli che avrei voluto scrivere questo post ma non tornavo a Parigi da quando ci ho vissuto e gli indirizzi che avevo in mente erano troppi. Tornandoci per un long week-end ho dovuto mettere ordine nei miei appunti. Avendo un evidente vincolo di tempo ho scelto di andare solo nei posti che amo veramente.
Il mio suggerimento è quello di trovare un albergo o un appartamento nel Marais, Saint Germain è meravigliosa ma ogni anno è sempre più cara. Il Marais, a differenza del resto della città, è sempre aperto anche la domenica ed è frizzante e innovativo.
Avendo poco tempo concentratevi nei quartieri del Marais, Saint Germain, Sacre Coeur e la zona tra il Louvre e Opera. Non vi venga in mente di buttare il vostro tempo sugli Champs Elyzées. Piuttosto spingetevi verso la Bastille e il canal Saint Martin.
Detto questo, la prima colazione a Parigi a un bar qualunque insensatamente costa come un piatto di ostriche quindi se volete risparmiare prendete tutto da portar via (à emporter) o andate al Café Flore o Deux Magots tanto cari a Hemingway e ai suoi amici nella Parigi anni venti.
A Parigi faccio parte di quelle persone che amano i ristoranti vecchio stile pieni di velluti e dettagli in bronzo, con camerieri parigini attempati e un po'burberi con cui si fa amicizia in fretta. Tra i classiconi Le Grand Colbert, Le Relais de l'Entrecote, la Cuopole, Brasserie Lipp e l'Escargot Montorgueil specializzata in lumache e rane.



Per dei pranzetti divertenti ci sono tutti i giapponesi di rue Sainte Anne, o scegliete a caso uno dei ristornati della catena Costes (quelli del famoso albergo, the place to be per l'aperitivo) un po' cari ma grande atmosfera. I miei preferiti sono Café Marly se visitate il Louvre, George se andate al centro Pompidou (vista indimenticabile sulla città).
Il nuovo posto che ho provato questa volta è Les Chouettes, vicinissimo all'adorato Marché des Enfants Rouges (ottimo mercato con cibo etnico nel Marais), è un ristornate su tre livelli di stile neo Eiffelliano super parigino. I migliori soufflé dolci e salati della città si mangiano da Le Récamier.
Se volete farvi dei drink come li farebbero i locali andate alla Palette a Saint Germain o a La Perle nel Marais (luogo famoso per esser uno dei favoriti di Galliano, una serataccia qui gli costò il posto da Dior), altrimenti scegliete un bar a caso e sedetevi fuori, non importa che piova o sia bello, a Parigi ci si siede fuori.
I miei indirizzi gourmet sono sempre e imprescindibilmente: Angelina per la cioccolata e il monte bianco, Pierre Hermé per i macaron, Fauchon per senapi e tutto ciò che è drogheria, La Grande Epicerie, Mariage Frères per il tè.
Per lo shopping Bon Marché racchiude un'ottima selezione di brand parigini, gli altri li potete trovare nel Marais in rue Veille du Temple e dintorni, ideale anche per il vintage. Non perdetevi il mercato delle pulci la domenica. Se amate i cabinet de curiosités Deyrolle è il posto per voi.
Se la sera volete un programma alternativo andate al Crazy Horse, belle donne e grandi coreografie senza volgarità. Nella via parallela potete mangiare un ottimo libanese da Noura che tiene aperto fino a tardi. Potrei continuare questo elenco quasi all'infinito ma credo che per un week-end solo questi indirizzi siano più che sufficienti, fatevi conquistare dalla città e non scoraggiatevi se qualche volta vi imbatterete in qualche parigino ruvido, anche questo fa parte del gioco.

mercoledì 22 febbraio 2017

Onsen tamago: le famose uova giapponesi cotte nelle acque termali

Stufi delle solite uova bollite? Diamo un po'di verve alle uova con un metodo di cottura giapponese che trova le sue radici migliaia di anni fa.
Se siete stati ragazzini negli anni 90 vi ricorderete il Tamagotchi, il mostriciattolo dell'uovo. Quindi intuirete facilmente che tamago significa uovo.
La parola onsen indica le terme tradizionali, quelle pozze calde naturali dove in Giappone in tutte le stagioni ci si bagna, e non sono solo le persone ad immergercisi, anche i macachi dalla faccia rossa ci trovano ristoro nelle rigide giornate invernali.
Sto divagando ma questo per dirvi che le uova onsen sfruttano il calore delle acque termali per esser cotte ed erano uno spuntino che i bagnati si preparavano proprio alle terme. Lasciavano le uova immerse in acqua per tutto il tempo del loro bagno e al momento desiderato avevano uno spuntino pronto. L'acqua negli onsen è sui 39-42°C ma varia a seconda del luogo.

L'onsen della cascata Roben, dipinto a partire da una stampa di Hiroshige
Se avete voglia di provare questa ricetta ci sono più metodi. Il primo consiste nel far bollire l'acqua, attendere che il bollore scompaia e farle cuocere per 12-13 minuti. Mi raccomando quando bollite le uova usatele sempre a temperatura ambiente. Questo metodo per i miei gusti è un po'troppo aleatorio, così ho trovato una soluzione infallibile e sbrigativa: 15 secondi di microonde a 450w. Se siete dei tecnici e possedete un roner provate a impostarlo a 42°C e far cuocer l'uovo per una mezz'ora.
Il risultato in tutti i casi è un uovo con il tuorlo liquido e l'albume gelatinoso. Non pensate di spelarlo come fareste con l'uovo sodo, piuttosto rompetelo e versatelo in una ciotolina.
Si può prestare ad ogni ricetta possibile, dalle insalate, alla polenta, agli asparagi bolliti o quello che preferite.

Onsen tamago

lunedì 13 febbraio 2017

Cinque ottimi motivi per bere l'acqua di cocco

L'acqua di cocco è un prodotto che ho imparato ad apprezzare viaggiando tra Asia e Sud America. Finalmente anche in Italia stanno lentamente arrivando sul mercato diversi brand di acqua di cocco. Non entrerò nel merito di stilare una classifica rispetto alle marche migliori, preferisco parlarvi dei benefici di questo prodotto che uso moltissimo.
Non confondiamo l'acqua di cocco però con il latte di cocco. L'acqua di cocco è il liquido presente all'interno del cocco quando è ancora verde. Basta fare un foro sul cocco per poterla bere.
Il latte di cocco invece deriva dalla spremitura del cocco ed è ottimo per zuppe e curry. 
  1. E' una bevanda altamente idratante, contiene vitamina C, B, potassio, ferro e magnesio. Può essere una valida sostituta per tutti gli sportivi che fanno uso di energy drink, con il vantaggio che l'acqua di cocco è naturale.
  2. Bevuta abitualmente aiuta a rafforzare il sistema immunitario con la sua azione antibatterica.
  3. Stimola la diuresi e ha uno spiccato potere detox.
  4. Il potere idratante unito a quello detox si riflette su una pelle più luminosa e distesa.
  5. L'uso dell'acqua di cocco stimola l'attivazione del metabolismo.


In Brasile l'acqua di cocco è utilizzata come rimedio del mattino dopo una serata di grandi festeggiamenti, provare per credere!
Per il momento in Italia l'acqua di cocco si trova principalmente nei supermercati biologici ma timidamente sta arrivando anche nella grande distribuzione. Il prezzo si aggira sui 5€/l, non è economicissimo ma ve ne basta un bicchiere al giorno per percepirne i benefici.