venerdì 6 maggio 2016

Come si prepara il porridge?

Il porridge è un piatto per il brunch, è un alimento così fondamentale nella cucina inglese che quando nei galeoni diretti verso il Nuovo Mondo veniva razionato o terminava (si parla di qualche annetto fa) i marinai insorgevano ferocemente, quindi occhio a finirne le riserve!
Come si prepara il porridge? Cos'è?
Per intendersi è semplicemente avena cotta con l'acqua o il latte o metà e metà. Niente di più.
Partendo da questa base si possono creare mille ricette sia dolci che salate. E' uno di quei cibi che classificherei come comfort food, dà un'immediata sensazione di benessere e placa egregiamente i morsi della fame fino all'ora di pranzo.


Per una persona:
  • 40 g di fiocchi d'avena (ci mette meno a cuocere, è l'ideale per la prima colazione)
  • 300 ml d'acqua o latte o metà di ciscuno
Mettere l'avena e il liquido che avete scelto (latte o acqua) nel pentolino, attendete che cominci a bollire quindi mischiate per 2 minuti e quando l'avena avrà assorbito tutto servite. La giusta consistenza è né troppo liquida né troppo collosa.
A questo punto non resta che accompagnare con gli ingredienti che più amate.
In questa ricetta ho aggiunto lamponi, pistacchi a pezzetti, polline e miele d'acacia.
Non so quante volte mi sono ustionata la lingua con il porridge quindi attendete che non sia rovente prima di gustarlo.
In primavera ed estate potete provarlo anche a temperatura ambiente.

martedì 12 aprile 2016

Come cucinare le meringhe? Trucchi e astuzie per prepararle senza problemi!

Per qualche motivo tutti sono terrorizzati dal cucinare le meringhe. Oggi il mio intento è spiegare la ricetta semplicemente.
Facciamo subito chiarezza: esistono tre tipi di meringa e quella che interessa a noi è la francese.
La ricetta per una teglia è 100g di albume e 200g di zucchero, semplicemente si usa il doppio dello zucchero rispetto all'albume.
Si può scegliere di usare solo zucchero semolato per un sapore leggermente caramellato o metà zucchero semolato e metà zucchero a velo per una meringa con un impasto più omogeneo. Personalmente uso solo zucchero semolato perché spesso non ho lo zucchero a velo sotto mano.


Per prima cosa scaldate il forno statico a 110°C.
Dividete i tuorli dagli albumi facendo attenzione a non lasciare tracce di tuorlo negli albumi o non monteranno.
Mettete gli albumi in una ciotola e iniziate a montarli con le fruste elettriche, quando cominciano a prender volume aggiungete circa metà dello zucchero, poi gradualmente unite tutto quello rimasto.
Continuate a fare andare le fruste fino a quando l'impasto meringa sarà voluminoso e bianco.
Alcuni usano qualche goccia di limone per lucidare l'impasto delle meringhe, è facoltativo.
Mettete l'impasto in una sacca da pasticcere con il beccuccio e sulla teglia ricoperta con la carta forno create le vostre meringhe. E' importante che abbiano tutte la stessa misura così da cuocer nello stesso tempo.
Infornare per circa 30-40 minuti, al termine della cottura lasciate raffreddare le meringhe completamente. Le meringhe non devono cambiare colore ma solo asciugarsi.
Conservatele in una scatola per proteggerle dall'umidità.

mercoledì 24 febbraio 2016

48 ore a Bangkok: tutte le dritte per gustarvi la città!

Trafficata, rumorosa e caotica  sono le prime cose che si sentono dire sempre su Bangkok. Ma questa città è anche segreta, energica e sofisticata, basta sapere dove cercare.
Per questo ho chiesto ad amici del posto prima di partire e ho integrato il mio viaggio con tutte le cose che amo!
Sui mercati di Bangkok aprirei una parentesi speciale: il mercato dei fiori è imperdibile, qui preparano le collane e le composizioni da offrire a Buddha, l’aria profuma di gelsomino. Le donne intrecciano ghirlande colorate come se stessero ricamando. China town è sempre un luogo per chi non si impressiona facilmente, adesso nel periodo del capodanno cinese dà il suo meglio. Se volete vedere gli eccentrici ladyboy spesso vendono alimenti in questa zona. Qui troverete anche street food tipo cavallette e scorpioni.
Gli altri mercati sono più o meno equivalenti, in ogni quartiere ne fioriscono decine, i thailandesi non hanno ancora perso l’abitudine di fare la spesa quotidianamente. Frutta e verdura sono sensazionali.


I templi da vedere sono parecchi ma risparmiatevi il palazzo reale perché è veramente troppo affollato. Non sono resistita più di dieci minuti!
Il Buddha reclinato di 50 metri a Wat Pho e’ da vedere, all’interno del tempio in cui è costruito c’è la più famosa scuola di massaggi, di base si paga poco per far da cavie agli studenti. Da provare.
La collina d’oro è l’angolo ideale per trovare pace nel caos della città, i monaci hanno pure il Wi-Fi.
La casa dell’inglese Jim Thompson è il luogo ideale per sognare la Thailandia nel periodo del colonialismo. Tutto è rimasto identico e c’è una piccola collezione di arte antica locale e un negozio di sete niente male. Qui affianco troverete tutti i mall più famosi della città come Mbk e Siam center, sono un’accozzaglia di merce più o meno originale e tanta tecnologia, anche se non mi fiderei molto ad acquistare qui.
La casa di teak nel parco del Dusit è affascinante come costruzione ma gli interni e gli arredi di cui vanno tanto fieri non sono veramente niente di che perché sono di stile occidentale, se non avete tempo basta uno sguardo dall’esterno.


Durante il giorno ci sono molti caffè in cui mangiare, se scegliete le bancarelle di strada scegliete sempre le più affollate e quelle che cuociono il cibo al momento.
Il migliore ristorante che ho provato è Never ending summer, un thai a tratti fusion in una vecchia fabbrica di confetture. Sembra uno di quei locali super cool di Berlino est e il conto è veramente molto contenuto. Le due specialità sono il manzo australiano e i softshell crab.
Bangkok è la città giusta in cui sperimentare l’alta cucina. I ristoranti più cari sono sui 30€, il paradiso dei foodie.
I bar giusti per la sera sono lo Sky bar del Lebua, chiamato anche Scirocco e diventato famoso con uno dei film Notte da Leoni. Il Moon bar è stato il primo bar panoramico della città.
La zona di PatPong, quella a luci rosse per intendersi, non ha nulla di trasgressivo o interessante è semplicemente squallida. Merita invece una visita il Ratchadamnoen Stadium, più volte alla settimana dalle 18,30 alle 22 si disputano gli incontri di thai boxe. Prenotate il primo o il secondo anello se volete godervi gli incontri, non il terzo o sarete dietro una rete in mezzo ai più accaniti scommettitori. Nonostante tutti i combattenti siano dei pesi piuma fanno delle cose eccezionali, e’ un’esperienza molto coinvolgente ritmata da un’ipnotica musica dal vivo.

Qualche suggerimento per render più semplice il viaggio. Usate sempre i taxi ( con il tassametro o meter attivo) o il traghetto entrambi costano sui 2-3€, i tuktuk sono carissimi, bisogna trattare e in genere vi lasciano sempre nel posto sbagliato.
Se visitate dei tempi usate dei pantaloni o gonne lunghe per non dovervi ritrovare a indossare delle stole luride. In Thailandia per visitare i templi basta levare le scarpe i regolamenti non parlano di calze, quindi le calze saranno la vostra salvezza!
Quando avete caldo ricordatevi che i traghetti sono un ottimo metodo per spostarsi e rinfrescarsi allo stesso tempo.

martedì 2 febbraio 2016

48 ore a Lisbona: tutti gli indirizzi giusti per non perdersi nulla!

Siete alla ricerca di una meta per un week end diverso dal solito? Lisbona è la risposta!
Dall'Italia sono poco meno di 3 ore di volo ma vale veramente la pena. Sono tornata da poco da un fine settimana incredibile e rigenerante, complici delle insostituibili amiche giramondo.
A cominciare dal clima qui a Milano la temperatura era attorno allo zero mentre a Lisbona di giorno c'erano 20-23 gradi e la sera serviva giusto un maglioncino, una sensazione di inaspettata primavera e leggerezza.
Il miglior modo per viver la città è affittare una casa su uno dei mille siti, in genere sono moderne, pulite e con prezzi contenuti, in assoluto il miglior rapporto qualità-prezzo.


Il primo giorno andate assolutamente in una delle mille panaderie della città per cominciare la mattinata con i pasteis de nata ancora caldi, delle tortine che a vedersi non sembrano nulla di eclatante ma dal primo morso vi sorprenderanno. Non dimenticate metterci un pizzico di cannella come da tradizione. Poi una passeggiata a Principe Real per arrivare da Embaixada, un concept store all'interno di un palazzo antico stile riad in cui perdersi. In zona ci sono mille negozietti uno più bello dell'altro. Per pranzo la soluzione che preferisco è il Mercato da Ribeira, solo lui vale il viaggio. Si tratta di un mercato per metà riconvertito in una moltitudine di ristorantini tematici curatissimi. Dal ristorante che fa solo cucina portoghese, quello delle tartare, quello del pollo, quello del pesce, quello delle patate, delle sardine e la lista va avanti a lungo. Non perdetevi lo stand dello chef Henrique Sà Pessoa forse il vero gioiellino del mercato, i suoi piatti forte sono tartare di branzino, maiale cotto 24 ore, uova cucinate a temperatura controllata e il più buon baccalà della città. Assaggiate almeno una sardina in giro per la città, sono uno dei piatti nazionali.


 Lisbona è tutta su e giù, per riprender fiato dalle scarpinate della mattina, girare il quartiere dell'Alfama in tuktuk o in tram (il 28 per la precisione) può essere un modo diverso per godere della città fermandosi di tanto in tanto a vedere la Cattedrale, il castello o il Miradouro. Una volta in cima perdetevi nelle mille viette con le case ricoperte di piastrelle decorate e piccoli negozi. Ricordate che la domenica la stragrande maggioranza dei negozi è chiusa quindi sfruttate il sabato come si deve!
La sera se volete un ristorantino abbastanza tradizionale la Taberna da Rua das Flores, fa al caso vostro, ricordate che qui non si può prenotare. La Pharmacia, il ristorante all'interno del museo della farmacia a tema medico-farmaceutico, è molto stravagante. Altrimenti uno dei ristoranti di Josè Avillez è una garanzia. Da provare il baccalà dello chef con le olive esplosive, un tocco di cucina molecolare per rendere attuale una colonna portante della cucina portoghese.
I bar sono tantissimi, non ho avuto il tempo di andare ad ascoltare il Fado, ma lo consiglio vivamente. Pensao Amor, un cocktail bar decadente con piccola discoteca in una ex casa chiusa, è decisamente suggestivo per il dopo cena. Nella stessa strada abbondano altri mille locali, possono esser un buon compromesso per chi non vuole fare troppo tardi, sfruttando la mattina seguente per visitare la città.


La domenica è il giorno ideale per scoprire la vicina cittadina di Belem con la sua splendida torre, il monastero e la statua in onore di Vasco de Gama (oltre la pasticceria dove hanno inventato i pasteis). Un piccolo rituale è  bere la Ginjinha, il liquore di amarene più famoso del Portogallo, da gustare imperativamente a Largo de Sao Domingos assieme a tutti gli anziani signori della zona, non sarà difficile fare amicizia! Se siete appassionati di tè il posto giusto per voi è il Palacete Chafariz d'el Rei, un'antica residenza in stile moresco trasformata in hotel dove il tè è servito in meravigliose tazze decorate e accompagnato da dolcetti, tra cui anche i miei adorati scones. Pare sia un must anche per il brunch.
Ci sono così tanti luoghi nascosti da scoprire in questa città che credo meriti ben più di un week end, quattro giorni potrebbe esser l'ideale.

martedì 24 novembre 2015

Piccola guida ai bar storici di Milano: breakfast edition

La prima colazione al bar è uno di quei piccoli lussi che ti possono cambiare la giornata in meglio.
Cominciare con cappuccio preparato a regola d'arte e una brioche che si merita questo nome per me è il massimo della vita. Un piccolo rito che riservo al venerdì mattina per assaporare un principio di week end. Oggi parlo di quei bar che sono la quintessenza della prima colazione, dove in una tazzina si gusta la storia della città e la sua tradizione.

Gattullo: tutti abbiano un bar del cuore e senza ombra di dubbio questo è il mio! Mi ricorda i tempi dell'università e ogni volta che torno il calore e l'affetto che ritrovo è sempre lo stesso! La brioche integrale ai lamponi o quella al mirtillo sono indimenticabili, un po' come il toast farcito del mezzogiorno. Le piccole paste alle frutta, le cassatine multicolor, i cannoli mini, i palmier, le delizie del sultano, i cannoncini con la crema pasticcera.. potrei continuare l'elenco all'infinito mentre mi rivedo impresso nella memoria il lungo banco della pasticceria!
Se volete farmi felice portatemi qui!
Gattullo Pasticceria Piazzale di Porta Ludovica 2


Marchesi: parlo di quello in Magenta, che per me resta l'unico. Così antico con tutti gli scaffali e le vetrinette piene di dolciumi. Le signore un po'attempate alla cassa e al banco pasticceria vestite di verdino sono un'istituzione mentre al bar il tumulto dei caffè è gestito dai baristi efficientissimi. Da provare la tortina di riso e il marocchino. Le vetrine sono sempre sorprendenti e meritano una sosta. Non c'è la possibilità di sedersi, è il bar ideale per la colazione al volo.
Pasticceria Marchesi Via Santa Maria alla Porta 11

Cucchi: la brioche col lievito madre ha veramente il suo perché! Gli abitué non si siedono ma restano a parlare al banco con gli storici camerieri. I cornetti mini sono l'ideale per gli indecisi, uno solo non basta! Se sarete fortunati potrete avere un cappuccio con dedica...
Pasticceria Cucchi Corso di Porta Genova 1

Taveggia: i ricordi delle elementari si sprecano, ha perso un po'in fascino con la ristrutturazione ma ha sempre il suo perchè. Le decorazioni che fanno a Natale sono sempre splendide. E' un angolo di quiete a pochi metri da San Babila oltre che un'istituzione milanese.
Taveggia Via Visconti di Modrone 2

Sissi: qui la brioche ve la riempiono al momento quando ancora è calda! Cosa dire di più?!! Se è bella stagione c'è un piccolo cortiletto dove attardarsi leggendo il giornale in tranquillità. E'uno dei posti che preferisco per la colazione salata, provate le pizzette di sfoglia!
Pasticceria Sissi Piazza Risorgimento 6

Ai più attenti salterà all'occhio la mancanza di Cova e Sant Ambroeus, non è un errore, continuano ad esser ottimi (ci mancherebbe altro!) ma non hanno più quel fascino del bar di quartiere che tanto li rende speciali.